Molto più interessante la prima metà della serata, che ha proposto due partiture importanti e per giunta dalla rara ripresa discografica. Prima il Coro di morti di Petrassi sul celebre incipit del dialogo leopardiano tra Ruysch e le sue mummie (di dedica ideale agl'italici calciantj della Coppa Confederata): opera singolare per organico (coro maschile, 3 pianoforti, orchestra senz’archi); scrittura cupa ma dalla verve prorompente nell'esordire con una prima parte accentuatamente ritmica
Molto più interessante la prima metà della serata, che ha proposto due partiture importanti e per giunta dalla rara ripresa discografica. Prima il Coro di morti di Petrassi sul celebre incipit del dialogo leopardiano tra Ruysch e le sue mummie (di dedica ideale agl'italici calciantj della Coppa Confederata): opera singolare per organico (coro maschile, 3 pianoforti, orchestra senz’archi); scrittura cupa ma dalla verve prorompente nell'esordire con una prima parte accentuatamente ritmica





Affastella gli spartiti disordinatamente sopra il pianoforte, bunte Blätter che (apparentemente) sceglie lì per lì di eseguire, e poi scarta facendoli cadere per terra come foglie. 


Sul