per due mesi sono rimasto immerso in un libro che non potevo mancare. Si trattava della fatica letteraria (850 pagine ed oltre) di Alex Ross, critico musicale di punta del New Yorker e blogger di lunga militanza: un enorme compendio di musica del ventesimo secolo, che prende le mosse dalla premiere di Salome e si arresta nel salotto di John Adams. Il titolo del volume è Il resto è rumore, inversione amletica che è anche il titolo del suo famoso ex blog, trasformatosi in recipiente multimediale ad accompagnare il libro, mentre le daily entries di Ross sono ora raccolte in un nuovo spazio all'interno del dominio NewYorker. Libro piacevole, che su anobii ho valutato con 3 stelle su 4. Motivo del mancato en plein? mi aspettavo di essere soverchiato dalla musica post 1950, che invece occupa solo poco più di un quarto del libro. Le motivazioni diffuse le trovate nella mia nota all'interno della scheda nella quale trovate anche i dati del libro, edito in Italia da Bompiani.
Spigolature a margine. Il libro provoca spontaneamente un movimento all'ascolto, la cui onda lunga non si è ancora esaurita in me. Sibelius e Britten, soprattutto. Ma anche Wozzeck o Moses und Aron. Ottima cosa. In questo senso il libro è vivificante e consigliabile senza condizioni. Meno importante ma ugualmente gustoso è il carico di aneddoti e sfaccettature del quotidiano che grazie a questa lettura ho appreso.
Da leggere e rileggere.





Come ogni Sant'Ambrogio stasera si è consumato il rito della 

Poche note su La piccola volpe astuta che siano soprattutto volte, per quanto mi riguarda, a familiarizzare con un’opera finora poco (altrove) o punto (a Firenze) proposta dalle itale parti.
la metà settembrina del programma del FLAMENSEMBLE, che si svolgerà nel suggestivo cortile del Bargello la prossima settimana (dal giorno 8), mi sembra piuttosto interessante. Qualche Autore: Sciarrino, Pousseur, Ligeti, Kurtag.
per chi si ritrova (già? ancora?) nelle spire della burning fiery furnace fiorentina e toscana, segnalo il tour dell'