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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

sabato, 29 maggio 2004, alle 18:22
Potito Starace , classe 1981, sta dando spettacolo anche oggi contro Safin.
Che abbiamo finalmente trovato un campione?




giovedì, 27 maggio 2004, alle 19:45
alla domanda se avesse intenzione di presenziare al meeting di Forza Italia iniziato oggi, l'ex presidente e senatore a vita Francesco Cossiga ha risposto: "Mi piacciono i musical, ma quelli di Broadway, non quelli di Assago"...



domenica, 23 maggio 2004, alle 17:25
Fra meno di mezz'ora (17.50), su sky classica, un interessante documentario in cui Simon Rattle ci guida all'ascolto della musica del compositore giapponese contemporaneo Toru Takemitsu.



domenica, 23 maggio 2004, alle 04:05
come anticipato in un commento, mi sono finalmente impossessato - a caro prezzo - del cd decca dedicato alle rarita' pucciniane (puccini discoveries).
Bisognerebbe dedicare anche una (pur breve) trattazione ad alcune opere tipo il Requiem, ma e' innegabile che la parte piu' interessante del programma sia la ventina di minuti conclusiva, col finale della Turandot orchestrato da Luciano Berio.
La prima incisione su cd ha dunque coinciso col mio primo ascolto assoluto.
Forse vi sarete accorti della predilezione che nutro per l'ahime' scomparso compositore ligure, ma da tempo fiorentino d'adozione.
Stanti la sua carica eversiva, e la sua cifra propriamente novecentesca (con correlative difficolta' di approccio), riconosco nel suo linguaggio una sensualita' innata ed una naturale tendenza a calarsi nel cuore dello strumento, esplorandolo nel profondo delle sue possibilita'. Opere imprescindibili, gia' passate in rassegna, come le Sequenze o Points on the curve to find... testimoniano pienamente, a mio giudizio, queste doti.

Di fronte ad un lavoro di "completamento" le prospettive cambiano. C'e' senz'altro da tenere presente una serie di costanti, per prime le caratterizzazioni dei personaggi nella parte compiuta dell'opera, e gli abbozzi gia' esistenti. Tuttavia lo spazio per imprimere una propria "idea", non solo musicale ma - vorrei dire - scenografica in musica, esiste eccome.
L'apporto di Berio si spinge decisamente verso la ricerca di un senso nuovo rispetto al finale "storico" di Alfano, ed evidentemente confacente non solo rispetto all'universo Turandot, ma anche ad una globale considerazione degli sviluppi drammatici pucciniani.
I riflettori, dopo lo sviluppo dell'episodio-morte di Liu', puntano sui due protagonisti in maniera definitiva. Scompare pressoche' totalmente il coro, completamente divelto in ogni suo trionfalismo di matrice alfaniana (penso soprattutto al pomposo happy ending).
Spazio esclusivo a Calaf, Turandot, ed alla musica.
I due solisti conservano per intero la emotivita' voluta da Puccini, tenore ardente di slanci e soprano in lento disgelo. Il loro canto rappresenta un continuum rispetto agli atti precedenti, e si unisce agli episodi tematici, quali il tema del Nessun dorma ed altri "leitmotiv", che chiaramente appaiono nella tessitura musicale.
Ma e' proprio qui che si disvela il carattere autentico della operazione di Berio: fare galleggiare queste cellule primigenie dell'opera, quasi come gocce d'olio, in un'ampolla di aceto, cioe' in un contesto lussureggiante e forte, ma con un senso di estraneita', che e' dato soprattutto dalla modernita' del linguaggio.
Ho colto in questa operazione, come accennavo, una forte creativita' che va anche oltre il fatto musicale, per spingersi verso un ripensamento dell' "opera" nel suo concetto piu' ampio. Verso, per esempio, il recupero della tematica dell'amore impossibile, che ritroviamo in tutte le opere di Puccini. Forse addirittura in un tacito sviluppo della "vendetta dell'alma sdegnosa" di Liu', che Timur profetizza subito dopo la sua morte e che a rigore non trova alcun appiglio nelle vicende successive.
E questo risultato si persegue non attraverso una facile rielaborazione drammaturgica e librettistica, ma con la dialettica tra grandezze e linguaggi forse non miscibili, anche se tra loro avviluppati con straordinaria raffinatezza.
L'amore dei protagonisti giunge a piena maturazione ed il lirismo dei temi pucciniani viene ribadito. Ma nel contempo tutto scivola via: viene isolato dal silenzio degli astanti, si fa trasportare dal vento delle nuove sonorita', ed infine trova requie nel conclusivo smorzarsi dei toni - quanto di piu' lontano dal tutti del finale scritto da Alfano - preceduto da un microduetto sulla parola "amor" che assume un sapore quasi di esorcismo, anziche' testimoniare una fervida e fulgida unione.

Questo cio' che sulle prime mi e' stato trasmesso; il giudizio e' estremamente positivo. Certo si tratta di una esperienza a forte componente creativa, e non pochi puristi pucciniani credo storceranno il naso. Solo l'ascolto puo' formare il vostro giudizio personale, come sempre.



















lunedì, 17 maggio 2004, alle 15:03
muore un altro militare, soprattutto muore un ragazzo, e sento al tg che si fa un gran parlare di restare per la difesa ad oltranza dei valori costituzionali.
Ma l'articolo 11 quando l'hanno tolto? A notte alta??
Almeno non venissimo presi per il culo...





domenica, 16 maggio 2004, alle 12:12
...era un ragazzo alto, di bella presenza, magro, con grandi occhi color caramello, che arrossiva quand'era nervoso. Un'amica ci presento', venne a trovarmi un giorno col pretesto di insegnarmi la chimica e poi chiese formalmente a mio nonno il permesso di portarmi all'opera. Andammo a vedere Madama Butterfly e io, che mancavo di qualunque formazione musicale, pensai che si trattasse di uno spettacolo umoristico e scoppiai a ridere quando vidi cadere dal soffitto una pioggia di fiori di plastica su una cicciona che cantava a pieni polmoni mentre si apriva la pancia a coltellate davanti al figlio, una povera creatura con gli occhi bendati e un paio di bandierine in mano...
(Isabel Allende, Paula, pag.97)




domenica, 16 maggio 2004, alle 11:37
atmosferiche e sinfoniche.
Stasera, martedi' e mercoledi' tre concerti ad ingresso libero nella chiesa di S.Stefano al Ponte Vecchio.
E' quella bella chiesa romanica che si staglia sulla destra di Por S.Maria, venendo dal ponte, in una piazzetta adiacente - quasi una varice del corso affollato.
L'acustica, purtroppo, tende al riverbero dei bassi, ma le esperienze di concerto sono sempre meritevoli.
Protagonisti di questa tre giorni sono complessi sinfonici e corali assolutamente emergenti, provenienti dalla mitteleuropa e dalla Scandinavia. Ambizioso il programma: stasera la messa in do maggiore di Beethoven, al secondo appuntamento l'impervio concerto per violino di Caikoskij, infine un florilegio di pagine sacre di autori vari, tra cui il sublime Faure'.







giovedì, 13 maggio 2004, alle 12:44
all'Auditorium di Milano, Rudolf Barshai esegue Borodin, il suo "cavallo" Sostakovic (concerto per violoncello) e la "quinta" di Caikoskij.
Il fatto che quest'ultima non sia tra i miei ascolti privilegiati non intacca l'importanza dell'evento.
Biglietti anche online sul sito dell'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi.





mercoledì, 12 maggio 2004, alle 23:30

ne parla Massimo Mantellini, ne discutono un po' tutti.
La mia opinione: siamo un paese in cui la tecnica legislativa solitamente si sviluppa "a cornate", vale a dire dopo la promulgazione, sulla base delle prime ipotesi di applicazione, dei malcontenti generati, delle proteste in piazza, delle petizioni.
Speriamo sia cosi' anche stavolta.
Altrimenti sono guai. L'effetto disincentivante e' evidente. Burocratizzare internet fara' piazza pulita di tante istanze spontanee.

E allora come si ride? Digitate "incapace" su Google e cliccate sul primo risultato...








martedì, 11 maggio 2004, alle 11:47
google ci snobba? Ed io mi difendo.
(se poi e' davvero una impasse temporanea, sara' comunque un nobile sforzo di diffusione).