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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

venerdì, 27 agosto 2004, alle 10:09
nel mio zaino, tra libri iniziati macchina fotografica e taccuino per non perdersi neppure un vaneggiamento, c'è stato per molto tempo - cortesia di un mio dostoevskiano vicino d'ombrellone - un cd di Ippolitov-Ivanov.
Che non è l'equipaggio russo del K2, ma un compositore che sinceramente non conoscevo.
Binario parallelo ai più famosi "Cinque", prosegue in quello che vuole essere l'oggetto dei questo post: la proposizione in forma orchestrale di melodie e temi popolari.
Nel suo caso, caucasici turchi georgiani etc.

Ivanov non è a mio giudizio un compositore interessante. Possiamo chiamarlo un compilatore, ma non è questo il punto. La sua musica non solo non apporta, ma addolcisce, annacqua l'asprezza vorrei dire genetica delle melodie popolari al confine eurasiatico.
Mi torna costantemente in mente il magistero compositivo di Bartok, che invece fa implodere i temi popolari, ovvero li ripropone ogni volta con una sempre maggiore espansione, aprendoli come una fisarmonica o un ventaglio (questo è un apparentamento d'immagine molto usato) ed inserendovi scale pentatoniche, modulazioni lidie doriche etc.
Pensate ad un ramo in primavera, la corteccia si spezza in più punti e prorompono le gemme.

Più difficile mi sembra capire se sia giusto introdurre un giudizio di valore su quella musica che fa uso di temi popolari, rispetto a quella che elabora "ex novo".
Si rischia infatti, in maniera accusatoria o difensiva, di arrivare a giudizi come questo, che sinceramente mi sembrano provocazioni da loggionista, assolutamente acritiche e non so quanto fondate sull'analisi - restando in Bartok, del Concerto per violino o della Musica per archi celesta e percussione.
Il ricorso (termine volutamente generico per quantità e qualità) a temi popolari è sicuramente un portato anche di determinate ideologie ed antropologie, non solo musicali, che caratterizzano la storia della musica ma anche la musica nella storia.
La grandezza di un compositore deriva solo dal fatto d'ascolto. O dalle induzioni che ogni ascoltatore individualmente ricava.
Stavo dunque per cadere in un tranello.
Quello che poi spesso rende la musica classica elitaria e lontana nella sua percezione...

















mercoledì, 25 agosto 2004, alle 23:38

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chiave: "rooftop action" philip glass

(dal sol levante, misterioso giunge un prezioso brandello di autostima...)







martedì, 24 agosto 2004, alle 09:38
vituperato, spesso accantonato in favore della lettura di cento - assai poco significanti - libri gialli o thrilling...
quante gliene ho combinate...
è un libro meraviglioso, ornato da sprazzi di pensiero originale - avventura che di solito riesce bene solo ai grandissimi.
Lo consiglio a tutti, ed il film - benché bello - non è assolutamente in grado, per motivi "tecnici", di rendere le altezze speculative nascoste tra le righe.
Proprio ieri, in concomitanza con le riflessioni di Elena , il caso mi ha riservato una pagina davvero simile al suo modo di pensare.
Ecco, la grandezza di un'opera è - matematicamente - data dalla sua capacità di attecchire alla nostra sfera più profonda, al nucleo dei pensieri.
(e non importa se in modo armonico o dissonante, purché lasci il segno).

...quando sento dire di rifare la vita [slogan dei bolscevichi, ndr], perdo il controllo di me stesso e mi prende la disperazione. Rifare la vita! Così può pensare solo gente che ne avrà anche viste di tutti i colori, ma che non ha mai sentito il suo spirito, la sua anima. Per costoro l'esistenza è un grumo di materiale grezzo, che il proprio contatto non ha ancora nobilitato e che perciò ha bisogno della loro rielaborazione. Ma la vita non è mai un materiale, una sostanza. La vita, se volete saperlo, è un elemento che continuamente si rinnova e rielabora da sé, che da sé si rifà e si ricrea incessantemente, sempre tanto più alta di tutte le nostre ottuse teorie...











martedì, 24 agosto 2004, alle 01:45

mamma RAI replica, ma stavolta in prosa!

Guardatelo bene!!
Ha un aspetto umano, ma è un punto esclamativo pervaso di energia venuta dallo spazio: è Igor Cassina!!!






lunedì, 23 agosto 2004, alle 09:00
se siete in grado di individuare l'autore della musica dello spot Samsung coi tuffatori (è facile), avrete assimilato uno stile.



domenica, 22 agosto 2004, alle 23:42

si è posato
come una foglia
che pur sentendo l'arrivo dell'autunno
rivendica a sé
la grazia
del
volo.

(dalla telecronaca dell'esercizio di Chechi)











domenica, 22 agosto 2004, alle 23:22

Gli sarebbe adatto quanto si tramanda di Socrate, e cioè che sapeva sia godere sia rinunciare a quelle cose di fronte alle quali i più si mostrano deboli al momento di astenersene.

Ovvero: vivi (ed ama) sapendo che forse domani dovrai cessare di farlo: quando il domani arriva, cessa di farlo con animo tranquillo, se puoi.
La telenovela che ha serpeggiato, per pochi adepti, all'interno di questo blog e soprattutto del suo proprietario, chiude.
Scadenza di contratto, altri attori più scaltri.
L'unico rammarico è che non resta nemmeno il bel ricordo. Ma se è vero che non c'è "nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / nella miseria...", questo mi eviterà almeno una sofferenza maggiore.
Certamente la persona che ricordavo io non esiste più, forse non è mai esistita. C'è una sorta di ultracorpo o di moglie dell'astronauta che si agita al noto indirizzo, io non la riconosco più.
Forse non l'ho mai riconosciuta o capita, mi prendo tutte le colpe in anticipo perché non mi interessa più discuterne.
Spero che presto cessi anche ogni rancore, e questo sarà un bene per tutti.
Buona fortuna, e, da domani, spazio al consueto binomio musica e parole.
Amen.
(Grande Yuri Chechi, contro tutti).












sabato, 21 agosto 2004, alle 18:09
La mostra fotografica di Che Guevara è una buona occasione anche per ammirare il piccolo e stilisticamente bello centro storico di Massa, ormai diventato anche caro - gli aficionados ricorderanno che fantasticavo di un possibile acquisto immobiliare, ormai si va a otto milioni di lire al metroquadro!
Oltre al Palazzo Ducale che ospita la mostra fino al 12 settembre, è bello visitare il duomo e passeggiare qua e là, nel primo fresco serale.
Anche "magnar masseso" è una cosa che va provata, in questo senso l'Osteria del Borgo (via Beatrice) offre, tra i ristoranti in zona centrale - tutti validi, la cucina più caratteristica, tra menu in dialetto, tavolini in marmo ed illustri autografi sulle tovaglie di carta gialla.





sabato, 21 agosto 2004, alle 15:41

La metafisica si presenta come comprensione dell'essere, conoscenza del tutto, ma da questo tutto ha sempre escluso il corpo, il sesso, il desiderio. La filosofia aspira a un sapere senza emozioni e senza corpi e tratta il sesso come quell'altro da sé di cui non si deve parlare e che non si deve pensare. Eppure il corpo è dentro tutte le nostre parole e pensieri. Apparentemente lontanissimi, dunque, sesso e filosofia posseggono una medesima natura e per questo si evitano intenzionalmente da sempre. Schopenhauer e Nietzsche avevano compreso questa intimità e la rilevanza nella natura umana delle pulsioni e ossessioni erotiche. Una natura intrisa di desiderio, come di desiderio è colma la vera filosofia che non ha paura di guardare fino in fondo se stessa.

Il nuovo libro di Anne Dufourmantelle , della cui questione una persona che non posso linkare (per sua volontà) è l'emblema vivente.
Lo metto in coda per la lettura....

'Blind date...'
si dice di un appuntamento al buio tra due soggetti che potrebbero amarsi, organizzato da un terzo che li conosce entrambi e che non sarà presente all'incontro.
La filosofia...
inizia con la meraviglia (Aristotele), si professa scienza dell'essere, si propone come cura per l'anima, etimologicamente significa amore per il sapere, aspira ad essere educazione spirituale, si rettifica in logica delle proposizioni, indugia nei manuali scolastici, si scrive in tutte le lingue, ma non si penserà che in una sola, muore lentamente.
Il sesso...
finisce quando lo si vuole spiegare, si commenta solo al suo dileguarsi, sconvolge ogni scenografia che vorrebbe isolarne gli effetti, è presente ovunque, sempre, manca ovunque, sempre.
L'appuntamento è stato preso, si può dire, tremila anni fa. Almeno ufficialmente. E da allora è stato continuamente rinviato.













sabato, 21 agosto 2004, alle 12:56
la musica utilizzata nel premiare gli atleti olimpici esprime solennità e letizia, ma anche una percettibile venatura agrodolce, forse a rappresentare l'emozionalità della vittoria e la commozione che spesso ne segue.
l'andamento è lentissimo e quaternario, mentre la figurazione melodica è scarna e si svolge entro una cellula - ripetuta all'infinito - di quattro accordi in relazione di quinta, nel primo caso aumentata.
(esempio: la minore - fa - do - sol)