RSS 2.0 feed

Il mio profilo Iscriviti a questo blog

eMAIL: bobregularATgmailDOTcom

MEMENTO
LIBRI EPOCALI
R.R.Corsi - Divagazione, polemica e congedo

Tutto sul mio vizio di scrittura
esfoliazioni...
...e annotazioni
...mo' me lo segno!
risorse
neofeticismi

iPod playlist

GUESTMAP

Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

venerdì, 24 dicembre 2004, alle 20:18

dopo un sommario restyling grafico (premete F5 se non lo vedete), è il momento di accantonare a malincuore la grande Tebaldi e lanciare il (facile) quizzone natalizio promessovi.
Voglio sapere:
1) Il titolo esatto della composizione di Bach, o per lo meno il numero del catalogo BWV, da cui è tratto questo canone.
2) Per quale strumento è stata originariamente scritta dal nostro Babbo Natale; e soprattutto:
3) Chi è l'autore della trasposizione orchestrale che state ascoltando.
un cd di musica classica a chi per primo risponde esattamente a tutte le domande a partire da ora, in questo spazio commenti.
e Auguri!









giovedì, 23 dicembre 2004, alle 00:30

per tutti coloro cui non ho potuto recapitarla per posta, la mia cartolina di auguri sta dentro al Babbo (Bacho) Natale.
E' stato scoperto il testo sotto l'autografo del Canon triplex.... smile.




mercoledì, 22 dicembre 2004, alle 02:49

Questo è un elenco dei miei interventi originali che preferisco. Scritti di dimensione variabile, dalle poche righe al "mattone".
Li ho raggruppati per quanto possibile in sezioni, onde facilitarvene la consultazione. E periodicamente aggiornerò la lista, in modo che possiate prendere sempre questo spazio come bussola per BLOGregular.
Vi ricordo che tutto il materiale è protetto da
Creative Commons License. Leggete riportate e diffondete, ma citate e linkate sempre questo blog come fonte.
Ricordo anche alle illustri redazioni che sono approdate qui (tra esse RAI; Class Editori; Corriere della Sera; Sole 24ore; Radio 105; Teatro Comunale Firenze; Einaudi...), nonché alle altre che vi approderanno, che ricerco collaborazioni in qualità di critico, inviato, cantore dei miei interessi.
Quindi, se trovate interessante il mio approccio, considerate l'ipotesi di arruolarmi, voglio rientrare in pista! CV a richiesta.
Buona consultazione.
(ultimo aggiornamento:  24 Luglio 2005)

sezione 1
Autori - monografie o quasi

ALFANO, Franco
Non solo Turandot
BACH, Johann Sebastian
Arte della fuga
Il do maggiore secondo Richter
(S)toccate per Glenn Gould
Tre Brandeburghesi per la Orcafi
BARTOK, Bela
Lettera aperta
44 duetti per violino
Barbablu, una lettura 
BEETHOVEN, Ludwig van
Prima sinfonia: Mitropoulos
La migliore Eroica: Kletzki
Cosa esprime la Quinta?
Sul Kleiber sinfonico
Settima ed ottava secondo Abbado
Dilatando la Nona (si parla anche di Ligeti)
Dentro l'integrale di Bernstein
Frammenti dell'integrale Blomstedt
Andras Schiff, chiari di luna e dintorni.
BERG, Alban
Complessità, colore, passione
BERIO, Luciano
Sulle Sequenze
Il finale Turandot
Viaggio a Citera
BERLIOZ, Hector
Appunti sulla Damnation
BRAHMS, Johannes
Il Requiem di Horst Stein
BRUCKNER, Anton
Sulla Quinta di "Celi"
CAIKOSKIJ, Piotr Ilic
(brevi) Sogni di inverno
CHERUBINI, Luigi
La Messa Estherazy diretta da Muti 
CORIGLIANO, John
Concerto per pianoforte
ELGAR, Edward
Romantica Albione: la serenata
GLASS, Philip
Concerto per violino
Valori e forma musicale
Riflessioni dopo un recital pratese 
GORECKI, Henryk
Terza sinfonia, il dolore
HANDEL, Georg Friedrich
La Theodora di Sellars e Christie
IPPOLITOV-IVANOV, Michail
Trappole ermeneutiche
LIGETI, Gyorgy (vedi anche: Beethoven)
Musica "edile"
MAHLER, Gustav
Difesa del Bernsteinismo
Le sinfonie in due parole
La Quarta e la sua strana religiosità
MARAIS, Marin
Violoncello solo
MARTINU, Bohuslav
Una giornata dedicata
MENDELSSOHN-BARTHOLDY, Felix
L'Italiana di Maazel
Concerto per violino e pianoforte
MOZART, Wolfgang Amadeus
Brendel dritto al cuore
Jeunehomme... pardon, Jenamy
Lo stile viennese di Végh
L'omaggio di Orsanmichele
Un Don Giovanni all stars
MUSSORGSKIJ, Modest
Il Boris di Furlanetto Bychkov e Nekrosius
PREISNER, Zbignew
Della semplicità compositiva
PROKOFIEV, Sergej
Sinfonia classica
PUCCINI, Giacomo (vedi anche: Berio)
Bohéme, Folon sugli scudi
La Tosca impareggiabile di De Sabata
Turandot - finali comparati
Butterfly - parentele intervallari
La Tosca apre il Maggio 2005
RAVEL, Maurice
Quartetto per archi
ROSSINI, Gioacchino
Un Barbiere giovane e frizzante
SALIERI, Antonio
L'Europa...riabilitata?
SCARLATTI, Alessandro
Musica primaverile
SCHOENBERG, Arnold
Ve ne parlo a ruota libera
SCHUBERT, Franz
Quattro minuti alla "Grande"
VERDI, Giuseppe
Otello, pagelle fiorentine
Don Carlo da non mancare
il migliore Otello possibile 
VIVALDI, Antonio
Le humane passioni e la Gioiosa Marca
Quattro Stagioni ideali?
WAGNER, Richard
Lohengrin: Abbado contro... Herzog

sezione 2
interpreti, esegeti, eventi musicali

Adorno, cosa resta della sua impostazione
Il Quartetto Alban Berg: Schubert e Berg con Brunello
Martha Argerich: presenza taumaturgica al Verdi
Pierre Boulez dirige il novecento italiano
Callas, le sue eroine sono la mia eroina
La mostra dei gioielli di scena della Callas
Le scelte interpretative di Claudio Colombo
Franco Corelli - un piccolo, indispettito, ricordo
Economou e Michelangeli, magistrali
Quartetto Emerson - Sostakovic ai massimi
Flauto contemporaneo: Roberto Fabbriciani
Ladislau Horvath violinista trascendentale
Kondrashin - una sortie mahleriana
Lang Lang, ovvero la Cina rampante.
Lirica con Repubblica: diamo i voti
Radu Lupu, maestro del tocco
Ensemble Martinu, concerto in S.Croce
Il Maggio del dopo van Straten, bellezza ed ansie
Orchestra da Camera Fiorentina, un giudizio
Duo Severi-Trebbi, con anima
Robert Shaw, Maestro del coro
"la Tebaldi" e la voce che resta
Andrea Trovato, pianista emergente
Truffaut, le musiche dai film
La cultura è indoor? un mancato evento

sezione 3
(anche musica, ma soprattutto) parole

Altman, della evanescenza
Il Soccombente di Thomas Bernhard
Da Ponte: filologia del maschilismo
Alba Donati, poetessa raveliana
John Donne: traduco il famoso compasso
Egoyan, la morte come favola
Robert Ford e il suo best seller musicale
Fruttero e Lucentini: raccontare Debussy
Luzi, la poesia come l'acqua
Luzi, quale sottofondo sonoro?
Luzi - Simone Martini: è agibile?
Lynch: Mulholland Drive
Marino ed Handel, ossia parole e musica
Pianoforte ed eros: Stefano Massaron e Thomas Mann
Un Neruda fiorentino (quasi?) inedito
Nodo sottile: giovani poeti alla Edison
Ermanno Olmi: dietro i paraventi c'è il grande cinema
Schumann - esercizio poetico sull'opera 11
Dylan Thomas - Do not go gentle: una mia traduzione

sezione 4
pensarsi addosso

Il tempo e la sua percezione
Un the con un'amica, artista del brutto
Ancora sul tempo, dalla tastiera alla vita
L'arte e l'artista. Heideggerianamente
Visite eccellenti: una risposta a Nicola Cariglia
Nascita del demone musicale
Un carteggio (bello quanto inutile) sul referendum / legge 40
Valenze semantiche della critica
Darsi in pasto alla rete o donarsi

se ci sono link mancanti o errati, segnalatemelo nei commenti, grazie.

martedì, 21 dicembre 2004, alle 00:27

avevo, ho in programma di sviscerare alcune tematiche relative a Beethoven, Bruckner, un Wagner che avevo dimenticato...
ma è un periodo di affaticamento ed ho proprio bisogno di iniziare a respirare l'idea della pausa natalizia, privilegiando il cartaceo alla tastiera...
Per cui, come già feci l'anno scorso, fermo le cogitazioni per l'anno domini 2004 e riprendo a postare dopo l'Epifania - anche se seguirò e del caso replicherò ai vostri eventuali commenti e magari scriverò qualcosina sui blog succursali. E certamente mi annoterò tutto il rilevante.
Lascio l'angelica voce della Tebaldi a farvi compagnia per un paio di giorni ancora, dopodiché verrà una melodia più consona al Natale (con indovinello!).
Intanto uno strano Santa (che poi è l'autore della melodia in questione) vuole a tutti i costi affacciarsi per farvi gli Auguri, ed io non riesco più a trattenerlo oltre...
Chiudo consigliandovi una lettura immancabilmente "a tema" per queste vacanze, e dicendovi di dare una sbirciata da qui al venticinque, perché troverete una importante novità (forse parlare di "regalo" è un po' troppo)...

Buon Natale e Felicissimo 2005!!










lunedì, 20 dicembre 2004, alle 16:34

Il bell'articolo linkato ieri nell'immediatezza della triste notizia è stato ripreso pari pari - con la sola aggiunta di un capoverso sulle formalità funerarie - dalla odierna sezione cultura e spettacolo del giornale cui ho collaborato (e che quindi magari mi legge, oppure semplicemente adopera google news).
Dicendo pari pari intendo, credetemi senza acrimonia, che non si ha nemmeno la presenza culturale di correggere Schenier con Chénier, né soprattutto Manon Lescauto - evidentemente, l'esemplare automobilistico di cui nel titolo - con Lescaut.




domenica, 19 dicembre 2004, alle 12:54

Dopo il Don Carlo fiorentino, dopo l'Otello scaligero in DVD, Barbara Frittoli è alla Camera a cantare per il tradizionale concerto natalizio.
In questo momento impersona Liù. Diretta su Raiuno.




domenica, 19 dicembre 2004, alle 12:20

stanotte, dopo una lunga malattia, è morta Renata Tebaldi. Grandissima voce degli anni d'oro della Scala, lei e la Callas si contendevano la palma della migliore e scatenavano passioni, amori, giudizi acri, bagarre. La Callas fu più personaggio, sia in palcoscenico che fuori dal palcoscenico - aveva un colore più scuro nella voce che ne faceva l'interprete tragica ideale, l'eroina che già all'inizio dell'opera conteneva nella sua voce il proprio destino. Ma non pochi erano coloro i quali ravvisavano nella voce, più morbida, de "la Tebaldi", una migliore impostazione quando non intonazione...
Due astri che rifulsero nello stesso periodo, che caddero - per difficoltà vocali e/o esistenziali - nello stesso periodo, e che ora riposano.

Le registrazioni più belle della Tebaldi si hanno a cavallo tra gli anni '50 e '60, principalmente per la Decca. Aida, ma soprattutto Otello e la "sua" Maddalena - con cui esordì alla Scala in Andrea Chenier, queste ultime con Mario del Monaco, usciranno con Repubblica. Un'altra performance Tebaldi/Del Monaco che meriterebbe in termini assoluti è quella de la Forza del Destino. Fu poi anche splendida Wally, sia in studio dal vivo nel 1960 (da cui il titolo di questo post); Mimì in Bohéme con Bergonzi, Liù in Turandot con Bjorling e la Nilsson, e Adriana Lecouvreur - ruolo in cui trovò un'altra dura antagonista in Magda Olivero (si dice che la Callas non abbia mai voluto interpretare Adriana proprio dopo aver assistito alla interpretazione della Olivero).
Prima della crisi vocale degli anni '70, è Elisabetta di Valois nel fondamentale Don Carlo di Georg Solti. La voce mostra microscopici affaticamenti, ma è comunque una grande interpretazione, per quella che rimane forse l'edizione discografica di riferimento.

>>> un bellissimo sito dedicato alla grande pesarese, con ogni tipo di materiale. In queste ore è ingolfato, come è logico, dagli accessi.









venerdì, 17 dicembre 2004, alle 00:46

l'ascolto attento di Tosca e Traviata me ne ha rivelate un paio, su cui ho cercato di provocare la discussione nel newsgroup (o meglio si direbbe di colmare i miei vuoti). La prima riguarda il fatto che ci sono due differenti Tosche della Callas (o meglio, una Tosca ed i suoi highlights). La seconda - spiacevole - riguarda la cabaletta di Alfredo, la sua misera sorte, il fatto che quando non è tagliata quasi nessuno la esegua "canonicamente", con ripetizione e do di petto.



mercoledì, 15 dicembre 2004, alle 19:34

oggi ho comprato il mio primo dvd. Otello (Domingo/Frittoli/Nucci, Muti, Graham Vick).
Sabato prenderò il Don Carlo col "Pava" e più in là l'Attila con Ramey.
Sono contento. Resta da trovare qualcosa per poterlo guardare, che figure nel libretto ce ne son poche...

sempre a proposito del Don Carlo, i miei ieri sono andati a vederne la versione in quattro atti. Entusiasmo come era ovvio per le scene, confusione altrettanto scontata sugli escamotages registici del finale (o 'ndò gli'è andaho a finire Harlo? smile). Giudizio positivo su tutti i cantanti, per lo più diversi da quelli che ho ascoltato io, in primis Eboli ed Elisabetta (Zajick e Pieczonka), bravo René Pape nel ruolo di Filippo. Anche se una giapponesina accanto a loro si lamentava per non aver trovato modo di assistere ad una data con Scandiuzzi. Qualche riserva sul Carlo di Marcus Haddock. Burchuladze (bravissimo) c'era anche chez moi.
Però non mi fido troppo, devono fare ancora pratica recensoria!
Quindi ascolterò anche io, come spero voi, la diretta radiofonica di RadioTre prevista per domani. L'inizio dell'opera è alle ore 19 in punto...
...Ops! ma domani è la versione in cinque atti, col cast recensito da me. Meglio ancora.










mercoledì, 15 dicembre 2004, alle 01:38

Visione di The Company, che sostanzialmente mi è piaciuto. E' buffo, ho conosciuto e frequentato una danzatrice e il balletto mi faceva dormire solo a pronunciare la parola; adesso lei si è violentemente distaccata dal suo talento (e da me) mentre io mi appassionavo via via al balletto...
La qualità del miglior Altman mi sembra proprio quella di svanire mentre racconta un'arte; il che non è esattamente scomparire del tutto sfociando nel documentario, ma restare flebilmente percettibile, con piccoli movimenti, minime allusioni di sceneggiatura o di fotografia che immediatamente perdono identità e scolorano in rapporto alla descrizione del virtuosismo. Sia esso canoro (Nashville), di danza (il film di stasera), o jazzistico (Kansas City). Quest'ultimo, dedicato alla città natale, è il film più emblematico di tutti, perché è nettamente diviso tra la bellezza rappresentativa delle disfide del jazz anni '40 e la povertà della storia.
Ha bisogno di un sostegno artistico forte che scaturisca dall'oggetto della pellicola: è magistrale nel non esserci o nel non farsi riconoscere. Se invece le leve del comando del film sono lasciate a lui vedo meno risultati. Questa la mia opinione.

La musica è eterogenea, interessante senza emozionare troppo. My funny Valentine in più versioni (ricordo quella di Costello, ovviamente Chet Baker ed anche il Kronos Quartet); un brano tratto da Twin Peaks; musiche originali. Dal fronte classico, Glazunov e Saint-Saens, il primo Notturno di Chopin accennato nel walkman di una danzatrice. E il minuetto della prima suite per violoncello di Bach - che affascina soprattutto in parallelo alla intensa interpretazione di un ballerino solista.