rubo pochi minuti al lavoro per segnalarvi che stasera al Saloncino della Pergola prende il via il breve ciclo Corrispondenze, una serie di concerti-evento nati dalla sempre più avvertita necessità di fornire all'ascoltatore un apparato esegetico ed interpretativo del crudo fatto musicale. Oltre allo spessore degli esecutori (stasera, tra gli altri, Lucchesini e Brunello), il percorso si caratterizza per la presenza di un referente "metamusicale" (storico, spirituale, intellettuale). Stasera si inizia con Olivier Messiaen e con le visioni apocalittiche legate a quello che è forse il suo capolavoro, il Quartetto per la fine dei tempi. Curioso che proprio di quest'opera io fossi da qualche giorno sul punto di recensire una uscita discografica che ad un primo ascolto ha rivelato una notevole qualità (ne riparleremo).
In genere non scrivo racconti.
Scrivo romanzi storici: il primo, “Lo Specchio Convesso” è uscito lo scorso anno, il secondo, “Gl’Insorti di Strada Nuova”, è in via di pubblicazione. E tuttavia, talvolta ci sono piccole storie che chiedono di essere narrate in poche pagine, storie che, non importa se coprano un pomeriggio d’inverno o una vita intera, stanno tutte in una mano.
E’ andata così con Curzio e la sua carriera di baritono, e per di più, trattandosi di opera, le mie perplessità di fronte alla forma del racconto non hanno resistito a lungo.
per quasi due anni ho frequentato una persona che deve buona parte del suo disagio attuale alle vessazioni (mobbing, fate voi) subite in adolescenza durante la sua promettente carriera di ballerina classica, da parte di esaminatori ed insegnanti. Giudizi al vetriolo e ricerca della situazione ridicola erano quasi all'ordine del giorno. E' per questo che la vicenda raccontata da Antoniozzi e che apprendo via Giorgia mi tocca oltremodo. Se confermati, i fatti romani necessiterebbero non tanto e non solo di un boicottaggio (o l'auspicato buuuuuuu stradale), ma di una massiccia rivisitazione ministeriale e normazione deontologica di una qualifica che, forse a parziale - ma colpevole - insaputa di chi la esercita, riveste una importanza fondamentale nella costruzione dell'autostima dei giovani e quindi nella loro capacità di affrontare la vita. Ancora maggiore di quella del professore delle medie o del liceo, per me, in quanto spesso tocca più sul vivo le passioni e gli interessi più profondi del ragazzo, quindi le sue aspirazioni di realizzazione.