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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

martedì, 28 febbraio 2006, alle 19:36

un anno fa moriva Mario Luzi. Istituzioni politiche e culturali hanno trovato in questi giorni un importante accordo con gli eredi per mettere a disposizione il patrimonio letterario e artistico del grande poeta.

martedì, 28 febbraio 2006, alle 14:30

spazientivo il mio turno per la consueta sessione di elettrochoc, e nella sala d'attesa campeggiava un poco attraente connubio di riviste tra Famiglia Cristiana e veline nude: ricordava il segno della croce pre-onanistico di busiana, frequente citazione. Ben nascosto, un magazine d'arte e cultura destinato ai possessori di un orologio che non potrei permettermi neppure decuplicando il mio salario.  Lo abbranco (il magazine): non male. Verso la coda, una poesia di bellezza non comune, adiuvata da una traduzione fine e delicata. Malauguratamente, non ho pensato di trascriverla: errore mio o di redazione, ho ritenuto che il poeta fosse del XVIII secolo, e quindi che fosse facile ritrovarla in rete.
Oggi scopro che l'autore, Matthew Francis, è uno dei poeti inglesi contemporanei più promettenti, e che la poesia - The ornamental hermit - si fregia del premio TLS/Blackwell 2000.

lunedì, 27 febbraio 2006, alle 11:29

Oggi pomeriggio il professor Gian Luigi Beccaria parlerà alla Biblioteca Comunale di via Sant'Egidio sullo Stato della lingua italiana, nell'ambito della rassegna leggere per non dimenticare.

In questa pagina vedete una recente fotografia dell'esimio professore che è stata pubblicata su Repubblica di ieri accanto all'articolo di presentazione (cronaca di Firenze, pag XII), con tanto di precisazione "Gian Luigi Beccaria".

lunedì, 27 febbraio 2006, alle 07:52

ieri mentre scribacchiavo con la tv in sottofondo, si sono susseguiti due spot.
Il primo di una nota casa automobilistica in vena di speculazioni antropologiche. Nel quale, come paradigma della noia, viene preso un bambino che ascolta - indovinate un po' - un concerto di musica classica.
Il secondo, "life is now", si apre in bellezza con la bella ninfetta (hanno pure fatto fuori per anzianità la istituzionale Megan: infamia!!) che getta via con sprezzo, cinque metri dietro le spalle, un libro che stava leggendo. Per andare a svolgere un compito imprescindibile: dire a tutta la città di parlarsi/chiamarsi al cellulare.
Io che di libri e musica classica faccio il mio nutrimento esistenziale, ho avuto la percezione di ricevere in trenta secondi circa una dimostrazione scientifico-mediatica della mia emarginazione...

sabato, 25 febbraio 2006, alle 23:35

mi ci vorrà tempo per stilare le sensazioni ricevute dall'evento di ieri. Finalmente, come preannunciato, ho potuto soppesare il talento del giovane ceco Tomas Netopil. Che mi ha lasciato una precisa idea del suo stile, contrassegnato nel bene ma anche nel "perfettibile" da una certa eleganza, quasi di cristallo boemo. Giusto per anticiparvi qualcosa anche in rapporto alla stampa che uscirà domattina, mi ha colpito più la seconda parte della prima.
Comunque, una serata in cui il Teatro - non strapieno - ha tributato applausi per tutti. Mi piace però sottolineare le ovazioni tributate ad Aldo Ciccolini, un giovinotto classe 1925 che ha dato forma ad un concerto di Schumann per parte sua estremamente rigoroso e rispettoso.
Il ragazzo in questione, poi, mi ha impietosamente posto di fronte ad una defaillance allorché ha eseguito il suo encore.

venerdì, 24 febbraio 2006, alle 08:40

C'è una larga parte della sinistra che, sui temi legati alla laicità dello Stato, ha assunto posizioni compromissorie proprio nel momento in cui è divenuta preminente la necessità di difenderla.
(Pieraldo Ciucchi, Repubblica di ieri, pag. VII cronaca Firenze)

venerdì, 24 febbraio 2006, alle 08:22

La progressiva rarefazione, in alcuni casi la scomparsa, minacciata e attuata, dell’informazione critica sui fatti che riguardano la vita teatrale e musicale italiana, è un dato di fatto e un segnale allarmante.

Leggi tutto il comunicato.
I commenti (tra cui il mio).

(ringrazio Elena per la segnalazione)

giovedì, 23 febbraio 2006, alle 13:10

comunicazione di servizio: il cambiamento di template mi aveva creato non pochi problemi con il feed, che sono finalmente riuscito a riattivare (grazie a Settolo), però scorporando feedburner e tornando sull'originario indirizzo di blogitalia.
Scusandomi per l'inconveniente, prego pertanto chi mi segue via feed di "sintonizzarsi" al nuovo indirizzo:
http://www.blogitalia.it/fg.asp?id=583&IE=.xml

resta ancora qualche "magagna" testuale (dovuta alla gestione del codice HTML con firefox) che conto di eliminare via via

giovedì, 23 febbraio 2006, alle 10:48
scopro (con l'usuale delay da disadattamento) che Vilaine Fille ha linkato le mie scarne sensazioni d'ascolto della prova di Muti; considerato che i tre concerti ci sono già stati ed hanno riscosso il successone che si meritavano, passo a "svelare", regalandoli a Marion ed a voi, i dettagli che mi avevano tanto colpito.

Ho già detto dell'atteggiamento sereno e colloquiale, perfino scherzoso con l'orchestra (ha raccontato un aneddoto divertentissimo su un direttore tedesco alle prese con l'orchestra napoletana, che magari riporto la prossima volta), e mi è stato fatto notare nei commenti che lo iato tra il Muti milanese e quello in riva d'Arno è notevole. Mi era stato accennato anche il giorno stesso, per la verità.
Anche dal lato interpretativo siamo distanti anni luce da quell'approccio sofistico che emergeva da alcune pubblicazioni (uscite l'anno scorso) alle quali si reagì non senza smarrimento ed ironia. Oggi invece le scelte sono semplici e chiare, e le indicazioni discendono di naturale conseguenza.
martedì, 21 febbraio 2006, alle 11:54
raramente sono rimasto così affascinato da una città che ancora non conoscevo. Infiorescenza di porticati, bellissimi palazzi, silenzio e canali che si aprono tra calli strettissime, con compiacenze artistiche.
Sul Sile inaspettatamente smeraldino, cigni ed anatroccoli fanno da sfondo a romanticherie possibili. Proprio come un cigno, o come una donna dell'est, Treviso è bella elegantissima e nobilmente triste. Si giova del cielo grigio.
Dopo l'immancabile - ed ottima - esplorazione gastronomica, ho visitato la mostra sulla civiltà cinese. Facendo l'elastico tra due scolaresche che non ne potevano più, comprese le due discretone che facevano loro da guida, ho avuto modo di ammirare almeno due capolavori: il corteo funebre bronzeo della dinastia Han e quattro guerrieri di Xi'an, con cavallo annesso. Immaginare in simultanea tutti e seimila questi maestosi soldati, con statura di oltre uno e ottanta e dall'aria truculenta, mi mette un poco di soggezione. Per tacere del "diritto sindacale" dell'epoca. Ad ogni scultura corrispondeva un artista, per una maestranza di 6000 unità, che alla fine dell'opera è stata trucidata in blocco, per non rivelare la location della tomba imperiale. E lo ha considerato un grande onore.
Potrei proporre questo modello salariale a chi mi volesse riordinare il blog in categorie...