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domenica, 30 aprile 2006, alle 10:07
piuttosto che vota' D'Alema, io lo do a PERNIGOTTI !

(nonna - born 1914 - alla vigilia delle elezioni 1994)
giovedì, 27 aprile 2006, alle 01:14

occhio bob, che la nuova moda è scrivere Fibs, cioè poesie in metro Fibonacci. L’idea, apprendo, viene da un blogger che se la è vista rilanciata ed amplificata dal tecnoportale slashdot.org.
Risultati? pochi, sembrerebbe. Rispetto all’haiku, che genera già di per sé non pochi problemi di compatibilità ed una marcata idiosincrasia da parte degli addetti ai lavori (editori anzitutto: non mandategliene!!), manca perfino quel sostrato filosofico di altro da sé che a mio giudizio rende utile ogni tanto imbracciarne uso e regole, ogni qualvolta si attraversa una fase di marcato “egocentrismo espressivo”. Una sorta di “vanga poetica”, l’haiku, in funzione di allenamento del senso. L’ho scritto varie volte, lo penso, ne compongo tenendoli ben nascosti.
Qui invece siamo nell’ambito della forma pura. Approfittando del fatto che molti musicisti, Bartok in primis, si sarebbero interessati alla serie Fibonacci (ed alla sezione aurea che ne costituisce tendenzialmente il quoziente), direi che la cartina di tornasole per questo metro - 1,1,2,3,5,8,... - deve essere cercata proprio nella sua musicalità intrinseca.
L’altra sera ho provato a cimentarmi e ne è venuto fuori di getto un esercizio che potremmo intitolare il poeta informatico e la congiuntura:
e / che / metro / ordirai / fra dieci anni, / zappatore fuori Shangai?
Bene, direi che il verso di otto sillabe è il principale ostacolo alla italianità del progetto: “zappatore a Shangai”, con o senza sinalèfe tra le due parole, quindi sei o sette sillabe, suona infinitamente meglio.
Le mie attuali ignoranze mi impediscono di sperimentare se in lingua inglese le otto sillabe scorrono più naturali.
(spazio commenti aperto anche a mo’ di fib-palestra)

martedì, 25 aprile 2006, alle 10:55

Matteo Renzi, presidente della Provincia, ha detto: sarà una notte bianca della durata di un mese. Avvicinare la Prospettiva Nevskij, che so, al Palazzo Comunale di Pontassieve ha un nescio quid che vulnera il senso, ma la kermesse su Il Genio Fiorentino va accuratamente scandagliata in cerca di eventi. E' un po' un contenitore eterogenio, però qualcosa di meritevole c'è. Esempio.
Anche musicalmente la città ribolle. Il Maggio esce col suo calendario di incontri gratuiti, che spesso sono incontri-concerto. Il nostro amico GioVit è parte in causa in quelli che, e non per piaggeria, sono i più interessanti: quello mozartiano con ascolti rari (mercoledì 3) e quello a presentazione della monografia sulla grande [mia vicina di casa] Fedora Barbieri.
Chi infine domenica 30 non cederà alle lusinghe del ponte marittimo, avrà il piacere di essere circondato dalla musica - non solo classica - nelle più belle piazze della città. E' l'iniziativa 30 Dì Musica, pensata come elemento di raccordo tra le scuole giovanili e la stagione del Maggio che prende il via ed in qualche modo ne raccoglie il testimone.
Quanta carne al fuoco! anche la talassomania vacilla.

domenica, 23 aprile 2006, alle 10:27

Contrariamente a quanto si potrebbe desumere dalla lentezza con cui ho predisposto queste note (oltre due settimane dopo), il concerto di Gidon Kremer e della sua Kremerata Baltica è stato come prevedibile un sommo godimento.
Mi ero lanciato su questa data da tempo, ma con la sola consapevolezza del magistero tecnico del violinista di Riga; ne sono uscito con la sensazione di un unicum nel panorama cameristico mondiale.
Il complesso baltico che accompagna Kremer sta allo stesso Kremer come yin sta a yang: la loro combinazione riesce in molti casi a superare il tendenziale carattere monotematico di un(a) interpret(azion)e. La Kremerata è un complesso giovane e bello nelle sue componenti, e soprattutto dalla validissima timbrica, con un riempimento sonoro impeccabile costante e sobrio, mai dozzinale. Forse il miglior suono cameristico, assieme a quello dell'Emerson String Quartet, udito finora. A questo incanto fa da parziale contrappeso una indole pienamente nordeuropea, elegante ma appena un po' freddina. Ecco dunque che la presenza e la guida di Kremer - canuto sessantenne ma ancora magico e demoniaco, nel tocco e nel virtuoso, come quando le chiome erano bionde e ribelli - infonde quella temperatura e quel mercurio che, combinato con l'ingrediente del gruppo, riesce a dare tantissime dimensioni in più alla lettura musicale.
Si apriva con uno Sostakovic giovanile, quello dei due pezzi opera 11.

giovedì, 20 aprile 2006, alle 19:27

questa di Amfortas è finissima, chapeau.

giovedì, 20 aprile 2006, alle 09:37

cinque anni fa moriva tragicamente, a Berlino, Giuseppe Sinopoli. Nel giorno in cui si celebra festosamente e debitamente un grande Maestro alla sua settantesima primavera, sarebbe bello fosse dedicato un minuto anche a un altro grande Maestro meno fortunato con le Parche - in una città che lo ha trattato piuttosto male e che in qualche modo dovrebbe sentirsi chiamata ad una tardiva riconciliazione. Intanto, in edicola, The Classic Voice gli dedica un documento importante: una finora inedita registrazione del Requiem Verdiano con la Staatskapelle Dresden, risalente a pochi mesi prima del famigerato aprile 2001.

Venti anni fa, Chernobyl. L'inorganico reattore ed il circostante sono ancora incandescenti: figurarsi come stanno le persone. Proprio a Berlino, la città dell'Aida fatale, si tiene - domenica 24 - un concerto con Thomas Quasthoff e proventi a favore delle piccole vittime della tragedia. Pliable ci fornisce impeccabilmente i dettagli dell'evento e gli altri modi per poter aiutare questi innocenti anche a distanza.

L'ultima notizia è per Amnesty, che ha appena varato - lo apprendo dai tg - il rapporto sulla pena di morte nel mondo. Una delle tante metastasi del pianeta, ma per me fra le più odiose perché applicata all'ombra della ragione, quando con la ragione non ha nulla a che spartire. Non trovo ancora il link, lo metterò quanto prima nei commenti.

martedì, 18 aprile 2006, alle 12:54

Tre succose pagine al centro di Repubblica pongono oggi l'attenzione sull'inizio imminente della stagione del Maggio Musicale.
Certo, si parlerà molto della frase di Zubin Mehta il quale, nell'intervista rilasciata a Leonetta Bentivoglio, lega la sua continuità professionale fiorentina alle sorti della Tetralogia Wagneriana, commissionata alla sua bacchetta ed alla regia della Fura des Baus, con inizio (Rheingold) previsto per la prossima stagione.
Altrettanto importante però, voltata la pagina, è il dialogo tra Fulvio Paloscia e Luca Ronconi che metterà in scena il Falstaff, unica opera di quest'anno.
Dopo averlo letto, ed aver scorto alcuni bozzetti, ho avuto una netta sensazione di dissenso dalla interpretazione costumistica.
Ancora una volta i protagonisti saranno in abiti marcatamente contemporanei, anacronistici rispetto all'originale. Ciò di solito non mi urta, anzi: vedere a ritroso nel blog le recensioni, registicamente controcorrente, su Tosca (Corsetti) ed I Lombardi (Curran).
Credo che però Falstaff abbia un elemento onirico e fiabesco in più, rispetto ad altri personaggi e canovacci del teatro musicale verdiano, che ne renderebbe auspicabile una lettura più autentica. Paradossalmente, la sua "universalità" sta in una sospensione del tempo che viene meglio restituita marcandola come scarto storico, cioè come differenza quanto più possibile accentuata dalla ambientazione ai giorni nostri. Se normalmente proclamiamo la universalità di un messaggio attualizzandolo, qui sento che c'è un freno maggiore. Dovuto forse al fatto che mai come in quest'opera ciò che campeggia è la forte e modernissima caratterialità dei personaggi, piuttosto, e prima ancora, che l'azione, il suo snodo.
Peraltro Ronconi ed i suoi collaboratori si rendono conto di questa problematica: la scenografia di Margherita Palli vedrà piani e riquadri concomitanti, diversamente trattati quanto a "materia scenica e temporale", proprio a sancire e gestire l'irriducibilità dell'elemento fantastico.
Aspettiamo e valuteremo.

domenica, 16 aprile 2006, alle 10:16

celebro la Pasqua abbracciandovi tutti e segnalandovi la nascita del sito ufficiale de I Solisti Fiorentini, formazione cameristica e sinfonica che raccoglie le prime parti del Maggio e che inizia la stagione domenica prossima, il 22, in Orsanmichele, ospite Riccardo Sandiford. Un sito semplice semplice, pensato come leggero, in via di espansione nei contenuti. Unico neo il webmaster che è notoriamente pessimo elemento. AUGURI!

martedì, 11 aprile 2006, alle 00:21
gli exit POLL avevano l'aviaria
domenica, 09 aprile 2006, alle 04:56

così tra circa tre ore aprono i seggi e viene a compimento questa tornata politica, contrassegnata dalla campagna elettorale più becera e vuota di contenuti a memoria dello scrivente; è mancata solo, per coerenza, una gara di emissioni corporee tra gli opposti schieramenti...
come voterò? ancorchè pulcinellesco, resta un segreto. Vi potrà però essere lieve indizio questa vignetta di Altan, che ho scannerizzato perché dimostra come la satira ben fatta riesca a cogliere aspetti salienti della realtà in modo molto più efficace che diecimila slogan di partito. 
Buon voto, e dolente di informarvi che se avete capito la relazione tra il titolo e l'oggetto di questo post, vuol dire che, come me, non siete più exactement di primo pelo... smile.