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lunedì, 29 maggio 2006, alle 12:40

chissà come sarà stato il Caikoskij di ieri sera al Maggio - non ero in zona e, inaspettatamente, ho trovato qualche contraddittorio nella mia convinzione che Mehta sia un grandissimo interprete delle sinfonie del russo. Questo per la mappatura genetico-musicale che me ne sono fatto, sì; ma anche perché di recente ho assistito (su skyclassica) ad una splendida lettura della Quinta con la filarmonica di Monte-carlo. Davvero fantastica.
Nell'attesa dei vostri reportages, ho messo in piedi un piccolo slideshow del concerto di lunedì sera in San Lorenzo. Lo trovate  cliccando su multimedia e poi aprendo il popup.

giovedì, 25 maggio 2006, alle 08:33

non so se gli avventori di questo spazio che erano presenti al Comunale oppure dinanzi alla radio convengono: quella di ieri è stata davvero un bella prima sinfonia. Come me la aspettavo, ovvero lontana dalle asciutte ed inquiete sonorità di Furtwangler, verso un'enfasi lirica del tutto simile a quello delle interpretazioni di Carlo Maria Giulini. Zubin Mehta, particolarmente in questi giorni, sembra una persona colpita dalla freccia di Cupido: vede tutto attraverso le lenti dell'impeto passionale e del lirismo. Se questo non sempre è applicabile, o meglio se non si presta a soddisfare proprio tutti i palati, il Nostro possiede un filtro magico perentorio che è quello dello straordinario affinamento tecnico dell'orchestra: timbricamente mirabolante e perfettamente in sincrono soprattutto nelle asperità dell'ultimo movimento, che hanno entusiasmato il pubblico portandolo se ho contato bene a ben sei chiamate!
Anche io sono normalmente più "teutonico" nella mia idealità sinfonica brahmsiana, ma non posso esimermi dal riconoscere l'esito alto, forse altissimo, della lettura di ieri.
Discorso simile per la interpretazione della passacaglia op. 1 di Anton von Webern, nella quale - direi tutto sommato correttamente - è da ravvisarsi un sole al tramonto, ovvero la concreta constatazione che al compositore di quel tempo non bastano più gli strumenti della tonalità.

mercoledì, 24 maggio 2006, alle 12:58

quando ero già pronto con la terapia d'urto per troppo ascolto simultaneo di classica, ecco che la moral suasion di amici orchestrali mi ha indotto ad assistere anche al concerto di stasera. A pensarci, un bel programma, ricco di spunti (le parentele tra stile brahmsiano e " dolori del giovane Webern"), con in mezzo questa sinfonia concertante KV297b, pseudo - o - non - pseudo - mica - lo - sappiamo - bene - mozartiana, dall'accento morbido e suadente, che permette di mettere in mostra l'eccezionale livello tecnico delle prime parti "a fiato" dell'orchestra del Maggio.
Il concerto si replica domani al Teatro Olimpico di Roma, e comunque potete farmi compagnia anche da casa mediante RadioTre.

domenica, 21 maggio 2006, alle 22:06

due chiacchiere col Maestro Mehta. Nessuna intervista (per ora: sogno di concordarla a breve), le domande che avevo redatto mi sono apparse quantomai idiote, ed inoltre non ce la farei a metterla sul sito prima del concerto di domani sera: in compenso abbiamo parlato di premi musicali e varie amenità. Domattina riprendiamo il filo del discorso in San Lorenzo.
Nel frattempo, le prove: meno didattiche di quelle di Muti ma ugualmente meticolose, quasi maniacali in certi dettagli.
L'esecuzione della Incompiuta promette benissimo - attenta e morbida, classica, a pochi dettagli dalla mia personale idealità. Purtroppo è verosimile che la acustica della chiesa alteri questo delicato equilibrio, ma il valore interpretativo svetta. Anche Mozart (KV 364) è filato via liscio e molto applaudito dagli studenti astanti per l'esecuzione dei due solisti Horvath e Winkler. Meno coinvolgente la ouverture di Rosamunda (cioè la Zauberharfe, D644), direi più che altro per minore qualità della scrittura schubertiana, che comunque esplicita nel finale un evidente apparentamento (negli ottoni) con un tema della schubertiana sinfonia Grande! Come sempre ho imparato qualcosa.
Intanto qui a Firenze son giorni stracarichi di musica. San Marco, ieri, mi ha fatto abdicare non solo alla importante Atenaide, ma anche ad una più estemporanea kermesse di classica e balletto sotto casa mia, dinanzi all'ambasciata americana. Sempre in tema di ambasciate, ho appena ricevuto i saluti di Darko Brlek, formidabile clarinettista e Direttore Artistico del Festival di Lubjana, che ho conosciuto nel lontano 2003 applaudendolo nell'impervio Weber. Peccato non poterlo ascoltare in replica domani, per la concomitanza con Mehta, ma chi nicchia per San Lorenzo non si perda il suo KV 622!

domenica, 21 maggio 2006, alle 09:40

forse il valore aggiunto della serata di ieri era dato, più che dal pur valido concerto, dalla possibilità di esplorare a fondo e gratuitamente il Museo di San Marco dalle 19 alle 22 circa. Io l'ho fatto a rotta di collo, per così dire, nella mezz'ora che andava dal mio arrivo alla prima nota. In tempo per conoscere un'opera che è andata subito ai primi posti della mia Stendhal-classifica: la Annunciazione del Beato Angelico. Qualcosa di assoluto. Uno sguardo, quello della Madonna, ricco di quell'oltre che diviene innocente congiunzione tra mortale ed eterno. Parimenti suggestivi sono gli affreschi delle celle, con grande preponderanza qualitativa del lato "sud" (su via La Pira).
L'altro dato curioso è che l'Ensemble Cherubini era collocato dentro la Sala Capitolare ma le sedie degli ascoltatori erano all'esterno, nel chiostro. Ragion per cui, eccetto gli organizzatori e pochi fortunati, gli altri potevano al più scorgere uno o due strumentisti, dall'angusto imbocco della sala oppure dalle grate laterali.

sabato, 20 maggio 2006, alle 09:30

quella del concerto di stasera - ingresso gratuito, dovrebbe iniziare intorno alle 20,30 - sarà come detto superba: la sala Capitolare del museo di San Marco, con il monumentale affresco della Crocifissione ad opera del Beato Angelico. Ora, il programma: il quartetto in sol maggiore KV156 di Mozart scritto durante un soggiorno italiano tra il 1772 ed il 1773. Poi un'opera di Manuel de Sica eseguita per la prima volta l'anno scorso proprio qui: Pensieri sul Beato. Dopo l'intervallo, un quartetto di Haydn (credo il secondo dell'op. 74, in fa maggiore, anche se la indicazione del programma non è chiara) e si terminerà con Eine Kleine Nachtmusik arrangiata per quattro esecutori.

sabato, 20 maggio 2006, alle 08:49

stringi stringi, la mostra di Arnolfo sarà anche interessante ma le cose migliori viste sono quelle conservate nel Museo in pianta stabile. Su tutte, la Cantoria di Luca della Robbia, che comunica immediata gioia e freschezza.

giovedì, 18 maggio 2006, alle 09:26

dell'incontro barbieresco ha già detto, mattiniero, uno dei relatori, del quale abbiamo scoperto anche una attitudine carnivora. La grande affluenza di appassionati, accorsi per ricordare Fedora e bearsi di qualche aneddoto o (splendida) aria, era davvero inattesa e non può dare che sollievo a chi "pensa triste" sulla permanenza del demone operistico nel tessuto sociale. C'erano molte persone illustri, tante delle quali non avrò riconosciuto, ma alcune sì: l'applauditissimo Rolando Panerai, l'ex sindaco Morales. La brava ed assai simpatica pittrice Grazia Tomberli, recente donatrice di un ritratto di Zubin Mehta ospitato nel foyer del Comunale.
Quanto a me, non ci si ferma. C'è in vista l'evento clou dei Solisti: il concerto di lunedì sera in San Lorenzo. Prove - chiuse - domenica pomeriggio e lunedì mattina. Con la eventualità (sottolineato) di realizzare col Maestro Mehta una breve intervista per il sito (prepararsi).
Sabato, un altro appuntamento di grande suggestione: un concerto del Cherubini Ensemble presso gli affreschi del Beato Angelico. E, proprio riguardo al Cherubini, mi sono state date le chiavi del sito della violinista Miriam Sadun. Piccoli webmasters crescono.
Infine, mercoledì 24, l'appuntamento con la presentazione della silloge poetica dell'amica Tess, rieditata resa autonoma ed arricchita per i tipi di Sinopia. Da non mancare per le della costei adamantine qualità artistiche, su cui tempo fa mi sono soffermato.
In mezzo, la voglia di non lasciar morire la mostra su Arnolfo senza avervi assistito (domani, Cvetaeva?) e il desiderio apprensivo di visitare per la prima volta - in San Lorenzo - un luogo misterioso della memoria scolastica, su cui mi sbottonerò solo a cose fatte, casomai.
Da giovedì prossimo, retrospettiva Bombolo in funzione defatigante. smile.

giovedì, 18 maggio 2006, alle 08:30
...e lui, col piede cosparso di miele...
(Altafini, durante la telecronaca della finale di Champions, descrivendo il goal di Eto'o)
mercoledì, 17 maggio 2006, alle 11:09

non è possibile affrontare il tema dell'evento di ieri sera senza la necessaria concentrazione, ed oggi conto di divincolarmi dall'ufficio in tempo utile per la presentazione del libro su Fedora Barbieri (oggi alle 17 a Palazzo Panciatichi). Quindi mi dedicherò a parteciparvi le tante suggestioni, quiescenti sul palmare, appena possibile. Ci terrei solo a dire che quanto proposto alla Leopolda merita una considerazione attentissima anche dal punto di vista sociale. Una folla di giovani ha preso d'assalto la sala ed ha mostrato una educazione all'ascolto irreprensibile, osservando un silenzio assoluto durante la non semplice musica beriana! roba da far sbiancare il supponente Ravana Club e varia animalità. Sia quel che sia, sia l'arte di Sanguineti o proprio la musica contemporanea ad averli catapultati là, questa è una audience virtuosa che va intercettata anche per il "classico" restante.