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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

mercoledì, 28 giugno 2006, alle 19:18

beh questa è, e resta, troppo intrigante. Franco Zeffirelli, nel presentare la Carmen dell'Arena di Verona (Repubblica del 23 Giugno, pag. 47), asserisce di essere partito dalla considerazione che quella di Bizet "è l'unica opera a svolgersi tutta all'aperto, senza scene di interni".
Beh, Maestro, non che sia necessariamente così: bisognerebbe sentire Lillas Pastia e chiedergli di quanti tavolini sulla strada eventualmente disponesse.
Anzi, a rigore è certo il contrario. Sentite la definizione del Devoto-Oli: taverna = In passato, locale pubblico scarsamente illuminato, fumoso e spesso squallido e frequentato da una clientela volgare e incontinente (sic! chissà il fetore...smile), nel quale si serviva da mangiare e da bere...
Curioso poi come proprio in Callas Forever, se non ricordo male, il flashback di questo quadro - per i meno pratici, quello della famosa Chanson bohème - sussistesse di un locale chiuso a due piani, con zingare in ogni dove ad ancheggiare dai parapetti e dalle scale.
Ma la sfida è aperta: riusciremo noi, impenitenti adoratori delle scenografiche Muse, a nominare almeno un'opera totalmente e coattivamente en plein air?
Non è affatto facile. Ma stuzzicante. Vi avrei detto di portarvi sotto l'ombrellone o nell'arsura dell'ufficio un bel Girardi e rinfrescarvi le idee. Alas, attualmente è in ristampa. Per cui dovremo (dovrete) usare altre armi, cartacee o informatiche.

domenica, 25 giugno 2006, alle 09:04

avevo già da giovedì mosso i miei insiders ed ero ragionevolmente certo dello sciopero di venerdì sera. Saputo bene o male che forse si sarebbe andati alla conta la sera stessa, non ho stuzzicato il nervo. Il clima era molto teso, ed un semplice sms "guardate che secondo me è controproducente, pensateci bene" provocava risposte un po' risentite.
Intendevo solo dire, lungi dal volere sindacare la legittimità delle doglianze (sulle quali ecco una opinione), che scioperare in occasione di un concerto gratuito, senza che peraltro ci sia opera di informazione e sensibilizzazione su larga scala a riguardo dei motivi di questa agitazione, significa attuare il rovesciamento di quella logica di vicinanza alla città, che ha portato durante l'inverno a aprire il teatro per i concerti di protesta. D'accordo: il Maggio a quell'epoca, diversamente da oggi, era anche esso "parte civile"; tuttavia la percezione degli effetti da parte del pubblico degli appassionati, allo stato delle cose, è la medesima.
Ed inoltre colpire un singolo contributo rilevante, vale a dire quello di uno sponsor che finanziava in modo specifico quel determinato concerto, mi sembra un eccesso di legittima difesa.
Considerando che almeno uno dei due motivi dello sciopero (le assunzioni esterne) era all'ordine del giorno nelle riunioni sindacali già a fine maggio, credo che i tempi della protesta avrebbero dovuto essere rivolti verso una serata ufficiale, oppure si sarebbe dovuta attuare una manifestazione parallela sganciata dal Maggio, con adeguato supporto informativo.
Chi vivrà vedrà...

sabato, 24 giugno 2006, alle 10:00
questo è quello che chiamo un buon inizio di giornata.
sabato, 24 giugno 2006, alle 01:19

aspettavo con ansia, ieri, l'uscita del Venerdì di Repubblica, per vedere come sarebbe stata colmata la recentissima, lachrymosa perdita dell'Annotatore di musica. Beh, peggio di così non poteva andare: è stata "riempita" con un allargamento della colonna libresca di Augias ed un bell'inserto pubblicitario nella colonna restante, la nostra. Pagina 151, niente neppure nei paraggi. Ad oggi, un altro scelus contra classicam (o legge del menga che dir si voglia).
Mi si contraddirà: "Siciliano era insostituibile / ci vuole tempo per designare il successore". Spero vivamente nella seconda; auspico, rispetto alla prima, che si percepisca appieno come la tutela, in his diebus horribilis, del "bene" classica imponga comunque una successione. Lo dico pur avendo da sempre ben presenti valore e peculiarità di stile del compianto tenutario.
Designare e continuare, dunque. Possibilmente con una figura culturalmente polivalente. Anche un Baricco può andare. Se proprio non c'è niente in giro arrivo perfino ad autocandidarmi. Ok, ho esagerato; ma l'oblio delle Note Personali, no, no e poi no.

giovedì, 22 giugno 2006, alle 12:04

"una scoperta sensazionale che già tutti conoscono".
come si fa a memorizzare la scala dei bemolli in chiave - utile per riconoscere o costruire una tonalità - fulminando il pentagramma con uno sguardo come se foste Toscanini reincarnato?
basta ricordarsi che, mai come al giorno d'oggi, "il denaro appiana ogni differenza"!
soluzione nel primo commento
(altro che BEAD and Good Cleaning Fun, la lingua italiana è troppo avanti!!)

mercoledì, 21 giugno 2006, alle 19:13

Simon Rattle e il dvd con la Quinta di Mahler. Ovvero il debutto sul podio dei Berliner come direttore stabile (7  Settembre 2002). Per me, qualcosa da avere. Perché comprende una rarità, Asyla di Thomas Adès. Perché la gestualità di Rattle è notevole, forse anche esuberante, ma accattivante: in specie quella facciale. Potremmo costruire un Director Vitruvianus col gesto di C.Kleiber ed il volto di Rattle, ne verrebbe fuori qualcosa di molto interessante.
Ultimo ma non meno importante: grazie anche allo smalto dei Berliner, ma questa Quinta è valida. E strana. Effettistica? Direi piuttosto scrostata fino al mattone dalla ieraticità di molte versioni di riferimento. Ieraticità distinte tra loro, ma tutte molto riverenti nell'indagare una tonalità del sentimento: Bernstein, Abbado, Inbal... Qui invece si esegue una "Quinta virgola cinque": prepara alla Sesta. Con catastrofismi dinamici e contrazioni tematiche, e dove i momenti lirici - compreso il famoso Adagietto - appaiono quasi come una necessità da tollerare pazientemente, un ponte.

lunedì, 19 giugno 2006, alle 20:00

insomma, mi pare un mondiale bello e godibile. Oltre a trepidare per la nostra ciclotimica nazionale, ci si diverte con l'Argentina e la Spagna (la manovra corale dei gol di Cambiasso e Torres è stata stupenda!) ma anche nelle partite "minori" (avete visto Arabia Saudita - Tunisia?). Soprattutto colpiscono gli stadi sempre pieni, le tifoserie variopinte e quasi sempre in commistione tra loro senza che scorra sangue. Il sangue per ora lo ha fatto scorrere solo un nostro giocatore, ma questo è un altro discorso.
Uno dei momenti più intensi è quello degli inni nazionali. Se emoziona ascoltare una marea gialla che canta a squarciagola Du gamla, du fria, il classicofilo non ha scelta e deve dire che predilige su tutti l'haydniano inno del paese organizzatore. Meglio ancora se glielo si fa ascoltare nella sua versione cameristica, che come sapete è il Poco adagio (tema con variazioni) del quartetto op. 76 n. 2 (detto appunto Kaiserquartett).
Lo stuzzicherebbe molto, se la nazionale biancorossa si fosse qualificata, parlare anche di quello austriaco,

domenica, 18 giugno 2006, alle 11:21

ieri Giorgia mi ha segnalato una piacevole ed un po' inquietante lettura "musicale" su D, nella rubrica settimanale di Concita de Gregorio. Si tratta di un manifesto di condotta inflitto (è il caso di dirlo) in una scuola di musica per fanciulli. Può essere un'ottima lettura domenicale. Per chi non ha il cartaceo, ecco la rivista di questa settimana, la pagina in questione è la 24: sfogliate arrivate al punto ed ingrandite. Soprattutto, non inebetitevi a pagina 15 come ha fatto il sottoscritto (smile).
Bello e leggero il taglio della giornalista, che evita di calcare la mano. Anche perché un pizzico di pedagogia autoritativa è necessario, ne so qualcosa io che sono tristemente approdato al bagno "Addavenì Erode" (news a breve su talassomania).
Ma c'è modo e modo, e lo stile retorico dell'ignoto Licurgo è di rara suggestione. Personalmente è difficile non trovare in richiami tipo "Se tutti si imbrogliano eccetto voi, allora siete voi ad imbrogliarvi", oppure "Una nota stonata suonata con timidezza è una nota stonata. Una nota stonata suonata con autorità è un'interpretazione" una sorta di propedeutica alle storture della nostra bella Italia, dove, tra tantissimi pregi e cambi di governo, il principio continua a contare meno della moltitudine e la sostanza meno del modo.
Simpatico invece il punto otto: "Cercate di massimizzare il numero di note per secondo: vi guadagnerete l'ammirazione degli incompetenti". Un rovesciamento storico del celebre "troppe note!" nel film Amadeus...

venerdì, 16 giugno 2006, alle 01:35

il Poema sinfonico per 100 metronomi non è certo il mio ascolto preferito di Gyorgy Ligeti, ma ne ho trovato (via ladrilio) un suggestivo allestimento video. Un buon modo per ricordare il compositore che ci ha appena lasciato - attraverso una sua idea costante: quella del movimento preciso e meccanico in musica.
Assistendovi, non ho potuto fare a meno di notare il carattere di dismissione progressiva della "orchestra", che è propria per antonomasia degli "Addii" haydniani, ovvero del finale della sinfonia n. 45 (mp3, lo-fi)
Troppo ardito?
scusate avevo dimenticato il link del video, l'età avanza: buona visione.

giovedì, 15 giugno 2006, alle 07:35

Una segnalazione importantissima ci giunge, come spesso accade, da On an overgrown path : "la radio nazionale finlandese YLE1 possiede uno straordinario archivio musicale storico sul proprio sito ufficiale. Non posso nemmeno stilare una lista delle gemme disponibili, ma l'elenco degli artisti include Lipatti, Cortot, Casals, Flagstad, Menuhin, Toscanini e moltissimi altri. C'è un sacco di musica da scaricare per ogni artista e la qualità tecnica è ottima. L'intero sito è in lingua finlandese ma è navigabilissimo ad intuito: basta scorrere l'elenco degli artisti sulla prima colonna a sinistra, cliccare il preferito, scegliere tra i brani real o mp3. Ogni documento sonoro ha un cappello di circa 20 secondi in lingua finlandese, ma non fatevi attapirare da ciò".
Chapeau e mano al tasto destro del mouse! [perdonate l'atroce gioco di parole del titolo ma non ho trovato di meglio]