beh questa è, e resta, troppo intrigante. Franco Zeffirelli, nel presentare la Carmen dell'Arena di Verona (Repubblica del 23 Giugno, pag. 47), asserisce di essere partito dalla considerazione che quella di Bizet "è l'unica opera a svolgersi tutta all'aperto, senza scene di interni".
Beh, Maestro, non che sia necessariamente così: bisognerebbe sentire Lillas Pastia e chiedergli di quanti tavolini sulla strada eventualmente disponesse.
Anzi, a rigore è certo il contrario. Sentite la definizione del Devoto-Oli: taverna = In passato, locale pubblico scarsamente illuminato, fumoso e spesso squallido e frequentato da una clientela volgare e incontinente (sic! chissà il fetore...smile), nel quale si serviva da mangiare e da bere...
Curioso poi come proprio in Callas Forever, se non ricordo male, il flashback di questo quadro - per i meno pratici, quello della famosa Chanson bohème - sussistesse di un locale chiuso a due piani, con zingare in ogni dove ad ancheggiare dai parapetti e dalle scale.
Ma la sfida è aperta: riusciremo noi, impenitenti adoratori delle scenografiche Muse, a nominare almeno un'opera totalmente e coattivamente en plein air?
Non è affatto facile. Ma stuzzicante. Vi avrei detto di portarvi sotto l'ombrellone o nell'arsura dell'ufficio un bel Girardi e rinfrescarvi le idee. Alas, attualmente è in ristampa. Per cui dovremo (dovrete) usare altre armi, cartacee o informatiche.




