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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

mercoledì, 16 agosto 2006, alle 14:43

sopravvissuti al Ferragosto, ai gavettoni, alle dozzinalità di vario genere? spero di sì, come il sottoscritto - che si compiace mentre le nubi minacciose che incombono sulla sferza di Scirocco accorciano ulteriormente la miseria di questo ennesimo agosto-senza-romitaggio (nota: anno prossimo, Finlandia).
Mi è d'uopo comunque segnalarvi che, uragani permettendo, venerdì sera a Torre del Lago c'è la Bohème chez Folon che, come ho scritto e riscritto qua e là, merita visivamente (ha vinto nel 2003 anche il Premio Abbiati della critica).
Cosa ho visto di questa kermesse stavolta? Nulla. Ero incuriosito da Jr. Butterfly, ascoltata a spizzichi e bocconi in un servizio, il cui tessuto strumentale rimanda alla tradizione eclettica novecentesca: ascoltabile, dunque. Ma l'inerzia mi ha vinto. La riproporranno i prossimi anni, sono sicuro. Farò eventualmente un ponte con Helsinki. Il resto, tutto già ascoltato.
Per pagare il giusto tributo al nume proviniciale, non perderò invece la mostra Puccini-Chini alla Villa Borbone, che prosegue fino a fine settembre (poi si sposta a Roma, mi pare).
Nell'entropia del trasloco, è riaffiorato un libro non più in catalogo, Puccini minimo di Aldo Valleroni (Priuli e Verlucca editori, 1983). Amabile - e vera - didascalia del lato boccaccesco, dandy, lucchese del Maestro. Questa lettura godibile e non troppo impegnativa mi allieterà nelle ore di maggior caos balneare.
In ultima analisi, come intendevo tra parentesi nel titolo, il "mio" Puccini 2006 è stranamente interdisciplinare ma non musicale...

venerdì, 11 agosto 2006, alle 18:02

volete la verità vera o quella paracula? la prima è che il Venerdì della scorsa settimana mi era rimasto sotto l'abat-jour e crollavo dal sonno prima ancora di pensare di sfogliarlo; la seconda che, ehm, "volevo asseverare la bontà dello scrivere con almeno un paio di articoli". Fattosta che, il 4 agosto ultimo scorso, il testimone dell'annotatore di musica, di cui si caldeggiava il non comodo raccoglimento per il bene della nostra Arte preferita, è stato ricevuto da Claudio Strinati, Soprintendente del Polo Museale romano. Una rubrica settimanale che riprende ritirando il titolo originario in omaggio al predecessore, e passando da "Note personali" ad un non certo pindarico "Prendete nota". Un curatore dal bagaglio multidisciplinare, che per ora però si attiene ad uno stile rigoroso come forse piacerà di più agli esperti. Scelte di repertorio esoteriche e non convenzionali: primi due autori recensiti, Juan Crisostomo de Arriaga e Johann Jacob Froberger, quest'ultimo sotto le fulgide dita di Gustav Leonhardt (pag.121 del numero odierno). Speriamo "che Strinati si strini": si sciolga un po' di più - senza bruciacchiarsi per carità - e lasci libere pian piano le ali sinestesiche di cui è prevedibilmente dotato.

mercoledì, 09 agosto 2006, alle 11:32

riconosci di esserti messo a nudo, di avere trasmesso le tue corde intime agli amici più empatici, quando inaspettato ti arriva un messaggio sms quasi a mezzanotte solo per annunciarti, a mo' di telegramma, che è morta la Schwarzkopf.
Sul blog di Amfortas trovo una giusta teologia negativa: perché categorizzare? meglio ascoltare. Ed allora è doveroso presenziare alle migliori Nozze di Figaro in disco, in cui compaiono Giulini, Moffo, Schwarzkopf, tutti ahimé scomparsi di recente, e Giuseppe Taddei che in quel di Massa Marittima (ove ha appena terminato di dirigere il festival lirico estivo), starà compiendo gesti apotropaici!
Deluso anche io dal fondo di Isotta, anzi delusissimo perché salturiamente mi piace leggerlo; ma davvero non oggi. Anche se una vaga utilità quell'articolo ce l'ha:

martedì, 08 agosto 2006, alle 11:38

oltre agli acciacchi meteorologici di cui due post sotto, ci si è messo il trasloco con assenza di linea telefonica. Vi scrivo dalla mia nuova connessione 0,x kb/sec per farvi fare due risate pensando al bobregular (dalla nota motilità di una quercia secolare) che domenica scorsa si agitava - in ottima compagnia amicale - ballando cucurucucù paloma e voglio vederti danzare.
Tentato dalla possibilità di fare paragoni tra il buon Franco Battiato seduto sul suo tappeto, magari con barba lunga e narghilé, glossando con gesto direttoriale l'ORT durante le stranianti linee melodiche che buona parte di voi conosce ed apprezza, ed i LiederAbend dei secoli scorsi in cui i campioni del canto intrattenevano un salotto buono estatico, ho vinto la mia pigrizia e mi sono portato (anzi, fatto portare) alla Cittadella del Carnevale per assistere al di lui concerto.
E' stata così, lodevolmente ma senza barba e fumo, solo la prima parte del concerto; la seconda è stata elettrica e trascinante, grazie ad un chitarrista (tale Davide, acclamatissimo) che ci è andato giù in stile RockTV. Totale: due ore filate di piacevolezza.
Bisogna dire che il nostro Franco è davvero un musicista attento e preparato che sa tenere le chiavi del cuore e dello spirito. Mi sono ritrovato a viaggiare a ritroso nel tempo fino al 1980, quando La Voce del Padrone era fresco fresco e mio padre aveva i biglietti omaggio per la Bussoladomani, così che già a dieci anni mi impressi in mente questo cerebrale personaggio. Il quale sembra accompagnare casualmente periodi importanti della mia riflessione esistenziale.
Lo amo anche perché, come me, gli tirano i reggiseni e lui rimane ascetico (o quasi). Ha detto alla fan "signorina, le è caduto qualcosa sul palco". smile.