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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

mercoledì, 29 novembre 2006, alle 08:20
Durante l’estate ho letto Auto da fé e concordo nella sua eccellenza narrativa.
Sostengo che la parte centrale sia un vero capolavoro, mentre la terza risente di un certo iato tra accademismo (le tematiche parallele di Massa e potere, su cui vedi qui) e brutalità della conclusione, la cui idea-forza emerge bene alla lettura come "eponima", emblematica, caratterizzante, e storicamente preesistente al corpus narrativo che la precede (vedi intervista a fine libro, ma attenzione perché rivela il finale!). La prima parte invece è condotta bene, ma il pedale ossessivo viene spinto senza colorarlo e variarlo come si fa più oltre.
Dunque, Un mondo senza testa è gioiello assoluto, di strabiliante complessità nello sviluppo dei caratteri. Ricchissimi, ciascuno con la propria realtà allucinata e coesa, "parallelamente convergente" con quella altrui...
sabato, 25 novembre 2006, alle 13:42
ho appena inserito, sul sito dei Solisti sezione Multimedia, due mp3 inediti da un concerto in Orsanmichele del Maggio 2003. Si tratta delle due melodie elegiache op. 34 di Grieg - a loro volta trascrizione per archi di due lieder dell'opera 33. Son proprio, nel bene e nel male, due caramelle per i giorni grigi invernali: l'impianto è melodicissimo, alla ricerca di un lirismo incondizionato che stona col topic della freddezza scandinava, ma che in realtà è musicalmente frequente nei compositori di quella zona. Basti pensare non solo a Sibelius, ma anche a compositori meno noti come Stenhammar (forse conoscete l'interludio di Sangen, op. 44).
La serata, che è proseguita con il concerto per violino K216 e la sinfonia 29 di Mozart, e l'Elegia dalla Serenata di Caikoskij (le ultime due purtroppo sono "andate" per un difetto di masterizzazione del cd), ha avuto in questi due brani il momento più raccolto e la maggiore austerità interpretativa, se si eccettua forse un uso copioso del ritenuto in coda al tema della prima melodia. Miracolosamente, il noioso proverbiale riverbero della Chiesa è scomparso grazie alla sapiente disposizione dei microfoni.
Lascio dunque queste chicche al vostro weekend, per coprire la mia assenza. Tornerò non prima di mercoledì, col giusto tributo ad una persona che coronerà a breve un prodigioso impegno.
sabato, 25 novembre 2006, alle 11:31
Nasce tutto da un film gradevole, ma forse non più di questo, di Marco Tullio Giordana.
Uno dei momenti migliori è senz'altro la musica dei titoli di coda, e scopro che si tratta del Contrapunctus XIV (la famosa Fuga a 3 soggetti, incompiuta), dall'Arte della Fuga BWV1080. Esegue, al pianoforte solista, Silvia Limongelli, musicista, docente e collaboratrice di Musica - dunque collega del nostro GioVit.
Mi bastano pochi secondi della rarefatta, lunare lettura, per convincermi della lacuna nella mia discoteca. Infatti, tra illustri clavicembali (Leonhardt) ed ensembles (Musica Antiqua Koeln ed Agalaia, sul cui raffronto vedi qui), tra l'organo-shocking di Glenn Gould e quello più diligente di Herbert Tachezi, mi mancava una versione per pianoforte solista!!
Preso fra due giganti della tastiera, Grigorj Sokolov e Tatjana Nikolaeva, ho scelto quest'ultima, evidentemente attratto da un "fil rouge muliebre" con quanto avevo ascoltato nel film. Sono stato ripagato con gli interessi.
martedì, 21 novembre 2006, alle 17:57
certi mi son piaciuti di meno, ma tra tutti ho amato ed amo molto Nashville, The Company e Kansas City, e forse qualche altro titolo che ora non mi sovviene.
RIP.
martedì, 21 novembre 2006, alle 12:10
da domani daranno l'occasione, per chi è a Termini, di gustarsi un capolavoro ritrovato.
martedì, 21 novembre 2006, alle 11:39
la saga di Chad Vader dà dei punti persino a qualche episodio dell'originale!! da non mancare.
lunedì, 20 novembre 2006, alle 15:50
è iniziata la settimana del premio Gui, prestigiosa kermesse di giovani talenti; impegnati, fino a tutto venerdì, nelle prove che determineranno l'ensemble vincitore. Gli orari delle prove giornaliere sono 9,30-12,30 e 15,30-19,30. Piccolo Teatro del Comunale, ingresso libero. Tra gli illustri giurati, Anner Bylsma. Impegni permettendo, spero di poter dedicare almeno qualche ora all'ascolto di buona musica da camera, derelictissima inter derelictos (i vuoti pneumatici di molte meritevoli serate lo dimostrano).
Informazioni, oltre che nella citata homepage (ove è indicata anche la parte obbligatoria del programma), sul sito del maggio.
lunedì, 20 novembre 2006, alle 12:53
La seconda occasione di occuparmi di streaming è molto più nobile del rude adorato giuoco della palla ovale.
Confortato dal consueto prezioso post di Elena, mi sono accorto anche io dello scrigno di Ad alta voce: la tentazione di perdersi nella voce affabulante dei bravi lettori, per di più intercalata da ottima musica classica, è assai forte.
Nel descrivere entusiasta il giacimento in archivio, Elena dimentica però la possibilità di potersi ascoltare le puntate non da casa, ma caricandole sul proprio lettore, iPod or whatever (io ne ho uno cinesissimo e ci sto bene). In viaggio, diciamo, o anche sul luogo di lavoro (anziché chattare o giocare a hearts): dovunque fuori dal raggio del pc.
E' questo il valore aggiunto del podcasting, che non a caso ha una propria sezione sul sito di Radiotre (che trovate tra le mie "risorse").
lunedì, 20 novembre 2006, alle 10:57
questo fine settimana ho avuto diffusamente a che fare con il cosiddetto real audio streaming.
Partendo dal faceto (mica tanto) ho sottoscritto il mitico Field Pass NFL. Invece che stare appiccicato alla pagina dello scoreboard per tre ore e rotti, posso scrivere ascoltando lo Steelers Radio Channel (volendo, anche tutti gli altri), e per giunta migliorare il mio inglese.
Ieri il battesimo radio è stato tormentato ma positivo. I trionfi di inizio anno sembrano distanti anni luce: siamo già al punto di non ritorno, non possiamo permetterci di perderne più nemmeno una oppure niente playoffs. Così, sullo 0-10 a Cleveland e con Big Ben che coi soliti missili a tre metri di altezza giungeva al 14° intercetto stagionale, il campionato sembrava finito e il nervosismo si tagliava col coltello.
Ma con tenacia, ed anche con un bel po' di fortuna, abbiamo rimontato e battuto sul filo di lana gli incavolatissimi "Dawgs", che ci avrebbero sbranato volentieri per vendicare lo 0-41 casalingo che abbiamo loro rifilato lo scorso Natale!!.
Sulla carta la nostra stagione finirà domenica a Baltimora, dove Jamal Lewis (che ricorda the Bus dei tempi d'oro) continua a fare il fenomeno (tre touchdowns ieri sera). Ma non sarà così: del resto siamo abituati a giocare e vincere con l'acqua alla gola! PITTSBURGH NOT DEAD!!!
[fine del tormentone, torniamo alle cose serie]

domenica, 19 novembre 2006, alle 12:17
da parte mia archivio questo Elias di Mendelssohn - oggi l'ultima data - come una delle più belle realizzazioni cui ho assistito negli ultimi tempi qui al Comunale. Colpevolmente, lo conoscevo poco, ed è una grave mancanza per una partitura che davvero testimonia una sconcertante maturità di un compositore che, schiacciato da coevi Titani, troppo poco si celebra, e spesso a tappe troppo standardizzate (sinfonie slash concerto per violino slash sogno di una notte di mezza estate).
Cosa mi ha tanto colpito? Per prima cosa il coro del Maggio, davvero pregevole e perfetto già dalla entrée (Hilf, Herr!). La leva drammatica usata da Mendelssohn nel trattamento del coro testimonia della eredità bachiana (non dimentichiamo il ruolo fondamentale del compositore, già da un quindicennio prima della stesura dell'Elias nella renaissance di JSB), ma la tensione dialettica tra coro e protagonisti mi sembra ancora più sviluppata. Frequenti sono gli episodi in cui l'ensemble diretto da Piero Monti (clap clap clap) è chiamato a dinamiche forti (il coro finale è indicato, in Italiano, con furore), e lo fa sempre con grande omogeneità e soprattutto capacità emozionale. "La domanda sorge spontanea": visto lo skill raggiunto, a quando una sistematica attività di incisione?
L'altra polarità su cui è imperniata la serata è, ovviamente, il mercuriale Ozawa,