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alla rassegna critica della Mezza Tetralogia, prima di prendere l'impulso per trarne bilancio, aggiungo - grazie allo sguardo vigile di Par3rg0n - l'apporto di Arrigo Quattrocchi, che sul manifesto.it si profonde distintamente su Oro e Valchiria.
Nel frattempo svolgo alcune faccende internautiche - con bernsteiniana sinfonia di salmi in sottofondo - prima di consacrarmi al grande Bartók/Stravinskij serotino.
Come dico sempre, quando Bartók Bela, io rispondo.
lo so, mi tentate, pretendete che io scriva subito di Valchiria, ma devo andare a letto!!
Va bene, troviamo un compromesso: direi che intanto potete leggere la recensione di Marco Fornengo su operaclick.com, della quale - pur riferendoci a rappresentazioni in date differenti - c'è una discreta dose di conformità con quel che potrei dire io. Salvo alcuni rilievi su regia e cast vocale che farò a tempo debito e in questo spazio, se no che gusto c'è?!
Potete anche ricavarvi una minima idea della mise en scene dalle abbondanti foto da cui la recensione stessa è condita.
Trasversalmente, voglio segnalare anche un corsivo di Alberto Severi, giornalista ed autore, a proposito del nostro Zubin e dei venticelli mica tanto rassicuranti che da qualche tempo aleggiano, con chissà quanta e quale fondatezza, nei dintorni di Via Solferino. Il succo, a valenza quasi di "sillogismo ioneschiano", è: Mehta è un grande, ragion per cui verrà silurato dalla nostra politica cittadina.
L'articolo - che sa di pezzo di bravura più che contenere insiders illuminanti: ma avanza una tematica realmente aperta nelle discussioni, dunque meritevole di lettura - è uscito su Il Firenze di ieri (pagina 6). Lo ritaglio e ve lo flickerizzo qui.
Infine, la immancabile nota gossip: avvistati stasera a teatro Ruggero Raimondi (Tuoska faints) e Andrea Bocelli.
Mi autoinduco un sonno Brunhildesco (senza fuoco però, che qui già ci si appiccica ai muri dall'afa).
ieri, l'Oro del reno.
Piaciuto. Non strapiaciuto.
Ho tirato sette gomitate alla Corradi quando giocava nel Chievo per tenere sveglio il mio papà, provato dall'ufficio. Che l'altro giorno mi riferiva di essere stato sveglissimo ed entusiasta per tutte e cinque le ore della generale della Valchiria.
Boh, sarò io che l'attapiro.
A livello orchestrale, archi inizialmente con poco volume, ed una lettura Mehtiana che non cede alla retorica: ciò può piacere, ma un qualcosa in più nelle dinamiche - ad esempio nel cambio tra la prima e la seconda scena - me lo sarei aspettato. Con lo scorrere delle battute tutti bevono un caffé Fafner e le cose migliorano.
L'elemento qualificante della serata sono le trovate scenografiche e registiche della Fura dels Baus. Secondo il loro canone classico (cfr. dvd de la Damnation de Faust), l'allestimento mescola elemento corporeo e tecnologico. Più dell'abbondante uso della computer graphic, e degli ubiqui - odiosi - sipari trasparenti su cui proiettare le immagini davanti ai cantanti, ho gradito appunto l'uso del corpo, nelle costruzioni acrobatiche, o nello strisciare, o nel piroettare, o nello stare in apnea.
Ed una idea portante che emerge da questa "giornata preliminare". L'uomo come filo conduttore, come oggetto, come tesoro, come costruzione. È umano l'oro del Reno, è umano il Walhalla: dei, nani e giganti, forse inconsapevolmente, forgiano già adesso il loro annichilimento finale.
Una lettura potente, rinascimentale, che potremmo definire ispirata a Protagora, a Cicerone, a Hikmet.
Il cast vede a mio avviso una preponderanza di merito del terreno (Erda, i giganti) sull'ultraterreno (Loge, Donner, Froh, Freia, la bella Fricka [passatemela questa]), con la sola eccezione di Wotan che, con partenza diesel, si è disimpegnato bene.
Un appuntamento applauditissimo e importante, dal quale nel complesso attendevo una maggiore stupefazione, che spero arrivi domani con la seconda puntata!
[e non di quelli che mi piace osservare di solito]
«Tra i diplomati dei nostri Conservatori dell'anno 2002, secondo il rapporto Censis datato novembre 2003, soltanto il 30% risulta occupato con lavoro coerente. E il 56.9% si trova in cerca di occupazione o risulta inattivo». Lo fa notare Francesco Ernani, sovrintendente all'Opera di Roma (ed ex del Comunale) in una lettera aperta su Repubblica, venerdì scorso.
Sono dati arcinoti ma fanno sempre un certo effetto.
Ulteriore notizia assai grama è quella della chiusura della libreria Le Monnier di via San Gallo.
Un altro, ottantennale, pezzo di storia, di memoria scolastica, e di cultura cittadina che se ne va - e in una cornice di indifferenza istituzionale cui purtroppo ci stiamo abituando.
Che dire? La mezza tetralogia, alla quale mi affaccio domani e giovedì, viene a proposito per lenire questi affanni.
ebbene no, non sono fisicamente tornato in città in tempo per assistere al recital organistico di Koopman. Che delusione. La CCCP (Commissione di Censura Classicomani Presenzialisti) mi ha rimandato, o meglio - come si dice oggi - mi ha piazzato sul groppone un bel debito formativo in koopmanologia. Segnalandomi - tramite l'amico Duccio - che la più comoda opportunità di appianarlo sarà ad ottobre, quando il nostro beniamino, questa volta brandendo la bacchetta, si esibirà a Roma e Napoli (Messa in si minore) nonché a Milano (Ouvertures). cfr. agenda sul Ton-site. Sono aperto a suggestioni ed adesioni di viaggio.
En attendant, e per espiare, si approssimano eventi di rilievo in città, e mi affretto a segnalarveli.
Alla Galleria dell'Accademia ha aperto i battenti Meraviglie Sonore 2007: esposizione di strumenti di gran pregio, e concerti nella tribuna del David, tra cui spicca quello de Il Giardino Armonico, venerdì 29.
Merita un'occhiata anche la programmazione di Nuovi Eventi Musicali: oltre alla molto reclamizzata soirée Poli/Ballista, che si terrà all'Auditorium al Duomo il 27 luglio, una presenza di pregio paragonabile a quella di Koopman è Anthony Pay, monumentale clarinettista, che si esibirà in trio sabato 28 luglio, nel cortile di Palazzo Strozzi...
sarebbe bello dare un assaggio anche alle esecuzioni contemporanee in programma - sempre per NEM - tra il 18 e il 20 luglio all'Osmannoro.
Speriamo di poter assistere a qualcosa: essendo tutto programmato nel weekend, il rischio talassomania è palpabile.
è arrivato alla fine il giorno del grande Koopman. Contrariamente al mio divinare che indicava il sette settembre come data, si esibirà domani sera, ore 21, all'Auditorium di via Folco Portinari, con ingresso libero. Qui l'invito giuntomi.
Un'occasione unica per ascoltare uno dei massimi specialisti in attività.
Naturalmente io sono impelagato in più eventi concatenati. Riuscirò ad affrancarmi?
alle prove di ieri mattina per il concerto che si terrà stasera mi è piaciuto soprattutto il movimento iniziale della Suite "Holberg" di Edvard Grieg: limpido ed austero, allegro e dolente. Ve lo propongo sul mio radioblog, nella perfetta versione della Orpheus Chamber Orchestra.
Speriamo venga fuori una bella serata. L'attenzione per il compositore norvegese, di cui, ricordo, ricorre il centenario dalla scomparsa, si sposa con musiche anche di Respighi e Mendelssohn.
Intanto, prima di addormentarmi ieri sera, ho appreso dalla rassegna stampa del tg5 un fatto cui stento a credere. Nella "liberale" Polonia dei fratelli Kaczynski sono stati messi al bando dalle scuole i libri di Dostoevskij, Kafka, Goethe, ed altri autori marginali di tal fatta, perché «immorali».
La notizia si trova sul Secolo XIX di oggi, a pagina 16, e ve ne riproduco il banner che campeggia in prima (nei prossimi giorni, il pdf della pagina)
Speravo si trattasse di una mia allucinazione del dormiveglia.
Se trovate il quotidiano, compratelo, è una lettura assai istruttiva. Si trova anche online a 1 euro e mezzo più IVA senza registrazione, chiamando un 899 da fisso.
Stiamo freschi.
riaffioro faticosamente e per gradi dallo stato tensivo culminato nel concerto del 28 scorso. Un evento che ha suscitato consensi soprattutto per le due deb assolute in ruoli solistici, che si sono esibite nel Concerto BWV 1043 di Bach, vincendo l'emozione e regalandone una energica ma accurata interpretazione.
Il Maestro Mehta sabato mi si era autoattribuito in custodia per essere prelevato lunedì alle 20,30 all'Hotel Excelsior e trasportato in taxi fino in Orsanmichele. Ero piuttosto teso; però, dall'altro lato, ho potuto subappaltare la gestione dell'ospitalità (leggi: difesa armata dei posti riservati) che di solito mi fa imbestialire. Vips, chips & politìcs si sono fatti riservare 50 posti e sono arrivati poi in 20: un classico, complice anche la pioggia.
Nel weekend avevo sfogato la mia agitazione scollinando il libro autobiografico di Mehta: non sarà che poi mi fa domande trabocchetto? Niente di tutto ciò, anzi molta simpatia e disponibilità.
Ed ha voluto (sottolineo: ha voluto - tanto che io mi ero guardato bene dal portarglielo, e gliel'ho fatto recapitare poi in camerino nei giorni seguenti) il mio libro di poesie.
Presto qualche foto della serata ed mp3 sul sito solistico.