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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

mercoledì, 31 ottobre 2007, alle 00:47
benché abbia una collezione di entità media (circa 1500 unità), chi mi legge da lungo tempo sa che sono ossessionato dal degrado dei cd audio. Mi sono capitati casi di "ingiallimento" terminale (bronzing), anche di recente, ben oltre i numeri di serie ufficialmente affetti, che mi hanno messo nel panico. Una vocina in testa mi dice che sarebbe saggio accettare la corruzione naturale dei propri dischi, come di tutto il resto. Un'altra assume toni consolatori pensando alla circolazione in rete del materiale, che in caso di danneggiamento è facilmente ri-reperibile. Insomma i miei stati d'animo si alternano. Per ora temporeggio: non ho preso il mitico ed onirico HDD da enne terabyte, mi manca il tempo, vedremo a breve.
Mi è pervenuto l'invito al seminario (gratuito ed aperto fino ad esaurimento posti - aderire entro le 12 di oggi) di lunedì prossimo tenuto da Rinascimento Digitale. Sto per ritornare loro, compilata, la scheda di partecipazione. Presenzierò se possibile ai lavori del pomeriggio, e spero di avere una sentenza definitiva. Nonché qualche metodologia di soccorso...
martedì, 30 ottobre 2007, alle 09:33
settimana "internazionalissima" e densa.
Oggi apre France Cinema, che si avvale anche della sala del (a questo punto ex) cinema Gambrinus. Dedicatario della rassegna è quest'anno il regista Louis Malle. Forse presenzierà Jane Birkin, sicuramente Claude Lelouch, nonché registi e protagonisti dei film in concorso.

Per il fine settimana, inoltre, sbarca a Firenze con alcuni eventi interessanti il progetto PAMPAEDIA, organizzato dagli Amici della Repubblica Ceca. Tra le cose da appuntarsi, lo spettacolo poetico-musicale di domenica alle ore 17, dei protagonisti del quale mi si parla un gran bene.
giovedì, 25 ottobre 2007, alle 11:45
Da MaggioDanza a Maggio... Ranza, è tempo di nuove nomine in via Solferino.
Dopo l'incarico artistico all'ottimo Derevianko, viene ora sostanzialmente confermata - anche se non la ritrovo tra i comunicati ufficiali - la notizia per cui Elisabetta Tesi, ex assessore comunale e presidente ATAF, assumerà il ruolo di Direttore Finanziario di Maggio Fondazione.
Laureata in matematica, Tesi vanta un discreto curriculum "privatistico" accumulato prima di approdare alle citate qualifiche pubbliche.
Se n'è occupata Repubblica di domenica scorsa (prima pagina Firenze). Con un articolo - a firma Marzio Fatucchi - dal titolo assai "toscanaccio", ma col pregio di riportare nel contenuto le posizioni critiche come pure quelle a difesa della scelta. Lo riporto integralmente, senza commenti, coi soli grassetti a sottolineare i soggetti coinvolti.

DIRIGEVA I BUS, ORA DIRIGERÀ IL MAGGIO
Elisabetta Tesi da presidente Ataf a direttrice del festival musicale fiorentino
mercoledì, 24 ottobre 2007, alle 15:08
Elio Pagliarani è il vincitore del prestigioso premio di poesia Carlo Betocchi, edizione 2007.
La cerimonia di premiazione si terrà domani, 25 Ottobre, alle ore 17, presso il Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio. Purtroppo non potrò esserci; spero qualcuno possa presenziare e poscia raccontare.

Due considerazioni a margine che ho postato "nel blog accanto", e su cui vorrei, se possibile, il vostro parere (preferibilmente anche quello da scriversi "nel blog accanto", così chi arriva non perde il filo).
domenica, 21 ottobre 2007, alle 12:34
al Bach raffigurato con in mano il Canon triplex, al Bach scienziato musicale, sarebbe interessato questo procedimento di "musica trascendentale" che trovo sul blog di Mauro Graziani?
Io penso di sì, almeno a livello di delibazione.
Il fascino dei numeri, trascendentali o meno, è qualcosa che storicamente è andato sempre al di là della "tecnica"  per riflettersi nell'intersapienzialità (musica, filosofia) ed oltre (misticismo).

Intanto, segnalo con Parergon la ripresa radio dell'odierno concerto milanese di John Tilbury con musiche del Cage "preparato".
domenica, 21 ottobre 2007, alle 01:00
In un paese in cui la giurisprudenza non ha valore di fonte del diritto se non per la sua autorità di precedente, la sentenza della Cassazione nel caso Englaro, la quale oltretutto, pur fissando un principio, rimette il merito ai giudici di appello, non può dirsi un punto di arrivo.
Però è qualcosa. Per la novità dell'indirizzo e, con buona pace delle sirene d'allarme, per il suo carattere niente affatto eversivo dei diritti inviolabili.
Bene: salve Le Iene (programma che non rientra a rigore nel genus, ma che si dimostra più al passo di tanti blasonati Erettei), per l'intera settimana, questo qualcosa è stato ritenuto, da tutti i maggiori programmi di approfondimento televisivo, materia da non trattare. Meno importante, ad esempio, dell'ennesima teoria sulla fine di Lady D., o dibattito su Fabrizio Corona. Oppure, ieri sera, dell'ennesimo tentativo di riabilitazione (leggasi: sindrome di Stoccolma), in cui conduttore ed ospiti, a un tratto e senza alcuna pertinenza con le loro professioni, hanno estratto dal portafoglio ed esibito il loro santino di Padre Pio, come se la devozione fosse divenuta un fatto politico, una tessera di partito.
Magari è un caso, eh.
Già: magari.

Invece, much ado about nothing, pare, per quanto attiene alla presunta  web-editoria forzata.
Era prevedibile, a mio avviso.
Tra l'altro, non vedo brecce, nella cd. tutela della onorabilità, che non possano essere superate con interpretazioni adeguatrici della vigente normativa.
mercoledì, 17 ottobre 2007, alle 10:30
ero molto in allarme sulla mia recente riluttanza ad acquistare cd musicali.
Questo appassionato racconto-recensione di Giorgia, unito alla consapevolezza della bravura del direttore, nonché alla mia non eccessiva conoscenza di Respighi, mi invoglia molto all'acquisto. So' sedici svànziche, ma vabbè.

Immediatamente dopo, mi imbatto nel post di Overgrown Path che contiene una lettera spedita dal Fondo pensione ai lavoratori EMI. Vi si legge che i nuovi proprietari della gloriosa etichetta rifiutano il piano di finanziamento proposto dall'apposito Trust, e che la questione, riferita alla Authority pensionistica nazionale, sarà oggetto di risoluzione (leggi: transazione; interpreta: tagli al precedente regime).
L'immagine con cui Pliable condisce il suo post - notare il famoso cagnolino alla estrema destra - sembra non lasciare spazio a troppo ottimismo.

Sarebbe bello applicare un criterio di consumo etico anche a queste situazioni.
Qui peraltro credo sia impossibile, dato che la strategia a livello di risorse umane è scollegata ai risultati di produzione. Anche vendendo 10 milioni di copie del cd di Pappano (glielo auguro), non credo che i patterns spesso draconiani applicati dalle holdings di investimento su aziende in crisi possano mutare - almeno finché questo non verrà in qualche maniera incentivato.
martedì, 16 ottobre 2007, alle 13:01
non mi è sfuggita, due lunedì or sono, la notizia, battuta dal Corriere, del ritrovamento di un inedito (incompiuto) di Alberto Moravia. Col titolo Due amici sarà in libreria da domani, per i tipi Bompiani, nel centenario della nascita.
Eccovi l'anticipazione, che nel cartaceo era corredata da notizie sul ritrovamento: anche qui dobbiamo tutto ad una cassa, derelitta durante un trasloco romano, e così sfuggita all'auto da fé che lo scrittore riservava alle sue bozze.

Mi sorprende un po' il tenore del titolo, con questa identità necessaria tra intellettuale e comunista.
Un fraintendimento del testo, ove potete leggere che l'adesione al partito è tutta giocata nel dissidio, nello sganciamento dalla figura-leader del proprio amico, nell'affrancamento da un complesso di inferiorità per una figura quasi paterna.
Quali sono gli intenti di questo accenno titolistico al comunismo come religione necessaria, addirittura fede degli intellettuali?
Un intellettuale ha il diritto (forse anche il dovere) di interessarsi di politica; non vedo però argomenti che controvertano il fatto che possa farlo come meglio crede; unico limite, a mio avviso, la conformità costituzionale del suo pensiero. Oltre che per non rispondenza alle parole dello scrittore, l'equazione è errata per indeterminatezza dei suoi fondamenti. E foriera di un ingiustificato odio classista.
Allora, alimentiamo pure il discredito per un grande scrittore. Italiano. Cioè ripetiamo quell'atteggiamento, già visto per il Nobel a Fo, di chiuderci gli attributi in un cassetto per far dispetto alla moglie.
Oppure, in un mondo di fabbrichètte e tronisti, ghettizziamo la "classe" degli intellettuali.
A patto allora di rivalutare Moravia, a questo punto profetico: la parola «intellettuale», un po' come la parola «borghese» e tante altre, si è deteriorata col tempo, si è caricata di significati negativi che prima non aveva: oggi è quasi un insulto e non c'è persona che sentendosela affibbiare non provi l'impulso di protestare.
Per la cronaca, se mi dite che sono un intellettuale, io non mi offendo.
lunedì, 15 ottobre 2007, alle 11:48
davvero notevole questo progetto in fieri Einaudi per un glossario di base del mondo greco e latino, in cui mi sono imbattuto alquanto casualmente. Pensato per le scuole, utile a tutti, riccamente ipertestuale, liberamente fruibile.

venerdì, 12 ottobre 2007, alle 12:14
pochi giorni fa, graditissimi, i saluti di Parergon "in diretta" dal castello di Duino. Mi scrive che la mostra su Rilke mi sarebbe piaciuta tantissimo, dimenticando che avevo avuto occasione di andarci ad agosto per le vacanze (eccomi qua mimetizzato all'entrata).
Ben collegata in autobus a Trieste, da cui dista 10 km, Duino è un must, qualcosa che andrebbe visitato una volta l'anno. Anche per me che soffro di vertigini. E quindi rifiuto di fare il sentiero Rilke, che è una stambeccata a precipizio da cui si gode di un'ottima vista del castello dal lato sinistro.
Ma dubito che il nostro RMR dovesse avventurarsi per quelle asperità per godersi il soggiorno: una terrazza panoramica (con vista sulle rovine del precedente castello) su cui scrivere, un trionfo floreale di sconcertante bellezza, una agevole discesa agli scogli dal belvedere. Qualche verso, magari una serale bottarella alla adorante nobildonna di turno, e la giornata era fatta.
Sì, perché l'idea di un Vate metafisico, idea strisciante alla lettura del suo capolavoro, è lontana dalla realtà - Rilke, si desume dalla mostra, ha avuto diverse amanti, platoniche ma anche no. I poeti sono un po' truffaldini: i primi mesi sono tutte suasioni in endecasillabo, e poi... dammi di qua, girati di là, ti farei questo e quello. Smile.
Nella mostra campeggia, e viene alquanto reclamizzata, una poesia erotica inedita, che alla sommaria lettura mi è sembrata dozzinale. Certo non paragonabile ai versi più famosi. Tanto che non l'ho trascritta. Un po' me ne sono pentito. Anche se persino Parergon l'ha saltata, quindi non deve essere oggettivamente strabiliante.
Comunque, nel consigliarvi un pellegrinaggio a Duino in questi due weekend restanti (salve proroghe, la mostra termina domenica 21 ottobre), peraltro di bel tempo e dunque nel pieno splendore del castello, chiedo a chi andasse la cortesia di trascriverla/fotografarla e parteciparmela per studiarla un po' più da vicino.