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Questo blog vi genera dipendenza acuta? vi piace?? o secondo voi dà nuovi contenuti al termine sadomasochismo???
Lasciatemi comunque un segno del vostro passaggio...
[problemi? Leggi qui]

martedì, 29 aprile 2008, alle 13:48
cosa collega ZUBIN MEHTA con la REGGIANA CALCIO??

1) Oggi il Maestro Zubin Mehta compie 72 primavere! Prosit!! (sembrano almeno 10 di meno, Maè);
2) Il Maestro Mehta ha avuto un profondo sodalizio amicale e professionale con Luciano Pavarotti, del quale è qui ritratto alle esequie;
3) Big Luciano fa il suo debutto assoluto in scena - toh! precisamente 47 anni fa - come Rodolfo al Teatro Valli di Reggio Emilia.
4) La squadra di calcio di Reggio Emilia festeggia da questa settimana la matematica promozione in C1!
Essendo arsàn dal lato materno, ci uniamo anche a questa esultanza.
AUGURI MAESTRO e... MAGICA REGIA :-)

 
foto dell'esultanza © reggianacalcio.it
lunedì, 28 aprile 2008, alle 17:58
Dopo la prima di sabato scorso, il Maggioblog ospita alcune curiosità sulla esecuzione. L'aneddoto più curioso è come al Maestro Mehta (che domani compie gli anni!) sia scivolata la bacchetta durante la Messa haydniana: il primo violino, Domenico Pierini, l'ha raccolta e prontamente riconsegnata.
Chi scrive conosce il fervore direttoriale del Maestro Pierini e dunque gli fa i complimenti anche per... l'autocontrollo: chissà se almeno per un attimo, da buon (dunque, sanguigno) lìornése, ha avuto la tentazione di operare un golpe con spallata e salita sul podio!
Per chi invece vuol apprezzarne l'arte violinistica, segnalo la possibilità di scaricare ed ascoltare, nella sezione audio del suo sito personale, le quattro sonate per violino e pianoforte di Paul Hindemith - pezzi dalla discografia non fluviale. Al pianoforte, Federico Rovini. Una esecuzione, al primissimo ascolto, assai pregevole.

Il "normografo" è... Amfortas, che da par suo ha sfornato un antipasto alla Norma bolognese di domani sera, intervistando nientemeno che Daniela Dessì.
sabato, 26 aprile 2008, alle 03:17
d'apres GioVit, anche io segnalo, oltre al restyling del sito principale, anche il nuovo blog su splinder e il canale youtube del MMF.
Lieta la notizia del premio Abbiati ad Antigone, della quale potete gustarvi una particolarmente bella postview.
giovedì, 24 aprile 2008, alle 18:18
mancano 72 ore alla chiusura della Mostra su Francesco Furini a Palazzo Pitti. L'ho visitata solo stamane e l'ho trovata fantastica, al punto che ho acquistato anche il non "newtoncomptonoso" (€35 scontato) catalogo.
Furini necessita di essere affrancato da ogni accostamento allo stile di Caravaggio (quantunque avesse lavorato in gioventù presso la bottega di un suo discepolo), non possedendone l'esasperazione anatomica, fisiognomica, dinamica. Va verso un'altra direzione, la ricerca della soavità, soprattutto nei volti; ma incastonandola in contesti notturni ed in meraviglie cromatiche.
Si avvertono diversi periodi emozionali: i dipinti immediatamente successivi al 1633, anno in cui prende l'abito talare, testimoniano di un inaridimento, quasi a tangibile ripulsa del mondo secolare - tale atteggiamento sarà per fortuna temperato nel giro di un triennio,
mercoledì, 23 aprile 2008, alle 09:25
segnalo con molto piacere, assai caldeggiandolo a chi non avesse ancora visto il film, che nel tardo pomeriggio (ore 18,30) all'Odeon Cinehall di Piazza Strozzi, per il ciclo CineMaggio, verrà proiettato L'Ultima Tempesta (Prospero's Books) di Peter Greenaway. Un film che va assaporato a tutti i costi: meraviglioso esempio dell'arte del cineasta, davvero capace di far assumere alla conoscenza una dimensione vivente, con un grande John Gielgud e le musiche di Michael Nyman. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.


sabato, 19 aprile 2008, alle 10:56
D: Si è parlato dell'influenza di Schönberg su Puccini, che udì a Firenze nel 1923 il Pierrot Lunaire...
R: Non mi pare che ci siano punti di contatto. Puccini era un grande compositore. Schönberg un grande pensatore.

Così Maazel intervistato da Leonetta Bentivoglio ("La crudeltà di Puccini", Repubblica di ieri, pag. 57)

Come a dire, con Eschilo: la giustizia è una dea che fugge i centocinquantenari.

Peraltro, la intervistatrice doveva e poteva correggere il tiro: ad esempio, l'inizio di Tu che di gel sei cinta è chiaramente "ispirato" da Le sacre du printemps (1916 - ascolta in particolare qui a 2:42) di Stravinskij. Questo dimostra che Puccini ascoltava, rimuginava, legittimava ed elaborava la musica a lui contemporanea; in ciò dimostrandosi più aperto degli odierni addetti ai lavori.
mercoledì, 16 aprile 2008, alle 10:58
intanto ringrazio sentitamente gli amici di Dischi Fenice, vero punto di riferimento sul territorio del musicomane fiorentino, per avere accettato di esporre la segnalazione del mio evento di domani.

Ho appena terminato di ascoltare la world premiere recording della sinfonia numero 8 di Penderecki, intitolata Canti dell'effimero. Ascoltata e recensita nel febbraio 2007 al Maggio (con contorno di pre-aneddotica), essa è finalmente stata registrata (per la verità a marzo 2006, ma il cd è uscito solo quest'anno) nell'ambito del ciclo integrale Naxos, preso in carico da Antoni Wit con Orchestra e Coro della Filarmonica di Varsavia.
Sulla sinfonia niente da dire, è un autentico capolavoro che dimostra, in capo al suo Autore, come la musica contemporanea non rinunci affatto a intensità e drammaticità della espressione, o al virtuosismo strumentale, qui perfettamente integrato con lo sviluppo della struttura sonora: quest'ultima peraltro estremamente complessa - basti pensare che alcuni gruppi degli archi (secondi violini ad esempio) sono divisi in più sezioni (sei) svincolate tra loro. Ottima poi la scelta poetica affidata a solisti e coro: testi di Eichendorff, Rilke, Kraus, Goethe, Hesse, Arnim; tutti imperniati sulla precarietà dell'esistenza e sulla necessità della simbiosi con la natura (tema che vede Penderecki assai sensibile).
L'esecuzione - ben registrata - è condotta prestando la massima attenzione analitica all'equilibrio tra gruppi sonori, ma difetta in qualche parte di quella intensità e passionalità che abbiamo apprezzato nella conduzione del compositore stesso. Ottimi i cantanti, mentre purtroppo il coro, pur dignitoso, non è certo paragonabile al Maggio. Ad esempio, proprio nello stupendo finale "a scomparire" - che comunque vi metto nel radioblog! Una grave falla del libretto è infine la mancanza dei testi, che però sono recuperabili a questo indirizzo (segnalato nel retro del cd).
Sei euro e qualcosa spesi comunque bene, aspettando che qualche altra bacchetta si affianchi in disco e fornisca ulteriori spunti interpretativi.

martedì, 15 aprile 2008, alle 11:17
ho seguito lo spoglio su Repubblica TV e mi sono beccato il "fuori onda dello studio" di questo servizio in diretta. Si sente distintamente a partire dal ventesimo secondo, e - anche se non ne ho la certezza assoluta - si distingue bene da chi promana il commento.
Badate bene che eravamo ancora sotto l'egida degli exit polls (quindi apparentemente in bilico)!
Anche se sono proverbialmente pigro e non amo le posizioni "non critiche", l'ironia (oltretutto "interna") su chi si appassiona ad una causa mi sembra un fenomeno piuttosto indicativo dei tempi ed abbastanza triste.

Scarica il video (formato FLV)

lunedì, 14 aprile 2008, alle 18:31
un cd "sinfonico" del 1994 che temo dovremo ascoltare per circa 1825 giorni...
domenica, 13 aprile 2008, alle 10:40
«Ho fatto una gran fatica a trovare i soldi per i miei film. Passavano anche tre, quattro anni dal momento dell'ideazione alle riprese. Per questo preferiso trattare temi universali. Quando fu il turno di Sacco e Vanzetti il primo produttore cui mi rivolsi mi disse: "Ma che cos'è? Una ditta di import-export?". Gott mit uns non riuscivano nemmeno a pronunciarlo. Con Giordano Bruno per un anno tutte le mattine mi facevo trovare nell'ufficio di Carlo Ponti che bofonchiava in milanese: "cosa vuoi? ancora parlare di quello lì?"...». [era il 1973, dunque ancora nessuna accusa di lazialità, ndr]

«Credo ancora nella forza della cultura anche se ne ho sentito parlare poco in questa campagna elettorale».

Dalla intervista di Federica Lamberti Zanardi a Giuliano Montaldo sul Venerdì di questa settimana. Dopo un lungo silenzio, il regista torna nelle sale il 24 p.v. col lungometraggio sulla vita di Fedor M.D.