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domenica, 30 novembre 2008, alle 18:52
ore 8.00 am. stordito ed impossibilitato al sonno da una peraltro ottima pizza al salame piccante che, manco fosse il "gastro-incantesimo del fuoco", mi ha costretto all'assunzione di una quantità di magnesie tale da quasi trasformarmi in flash polaroid, approfitto delle ore mattutine per scrivere del Siegfried di ieri. Ciò mentre mi ascolto il terzo atto diretto da Marek Janowski (Adam/ Wenkel/ Kollo/ Altmeyer).
Opera complessa il Zweiter Tag, che con la sua lunghezza spaventa (la vescica de) l'ascoltatore, ma non solo lui (lei): nella sua autobiografia uscita lo scorso anno, Zubin Mehta ne parla "coi guanti" ed una punta di "non congenialità". In effetti la sensazione dal vivo è quella di una creatura proteiforme, da domare, in dialettica tra oscurità e rosso fuoco, musicalmente assai più problematica di Walchiria. Dopo la prima, uno stesso giornale ha recensito in modi opposti l'evento: in locale (Moppi), bene la parte orchestrale, un po' meno (nell'esito distraente) quella scenografica; in nazionale (Villatico), praticamente il contrario. Questo credo renda al meglio l'idea della necessità di parlarne cum grano salis.
Cominciamo dal dato più semplice, perché dell'allestimento della Fura abbiam parlato per Oro e - lasso! - NON abbiamo parlato (presi dagli eventi poetici di allora, abbiam solo promesso di farlo) per Walchiria, e
venerdì, 28 novembre 2008, alle 11:09
premessa maggiore: mi occuperò del ciclo Brahms alla fine dell'ultimo concerto (giovedì prox).

Stanotte su RAI3 trasmettevano un concerto di Buchbinder alla Scala, direttore Robin Ticciati, scorsa stagione. Dopo il KV 509 ha eseguito come encore lo stesso brano presentato martedì scorso qui al Maggio. Si tratta della Soirée de Vienne, trascrizione straussiana ad opera di Alfred Grünfeld, pezzo che come vedete ho trovato anche nell'interpretazione autentica, certamente più asciutta di come virtuosisticamente l'ha eseguita Buchbinder.
Due rilievi. A pranzo ier l'altro si bofonchiava che l'accostamento Brahms/Pipistrello fosse un poco ardito; certamente col Mozart scaligero ci stava molto meglio.  Stanotte invece ho notato che l'anno scorso Buchbinder introduceva il suo encore in italiano, quest'anno lo ha fatto - come da titolo - in francese: sarà l'effetto dei tagli?

mercoledì, 26 novembre 2008, alle 15:14
 


In Giappone non sembrano prendere l'arte di Mauricio Kagel troppo sul serio...
martedì, 25 novembre 2008, alle 10:34
chissà se, dopo ciò che è successo al cantante Adriano Graziani, qualcuno prenderà a piazzare sovracuti al numero verde...
lunedì, 24 novembre 2008, alle 18:39
La mia stagione 2008/09 di spettatore è iniziata giovedì scorso con Glauco Mauri e Roberto Sturno, impegnati alla Pergola ne Il vangelo secondo Pilato del francese Éric Emmanuel Schmitt.
Dopo "i fasti del Faust" invernale, in cui uno dei punti di forza era la perfetta interscambiabilità del ruolo di protagonista, i due mostri sacri della prosa si presentano agli appassionati con un testo che, proprio all'opposto, è nettamente bipartito. L'intervallo separa il monologo del Cristo-Mauri (o più precisamente dell'uomo che racconta/impersona Cristo) nell'orto degli ulivi, dal quasi-monologo (c'è anche il bravo Marco Bianchi nella parte dello scrivano) di Pilato-Sturno  alle prese con la notizia della resurrezione che prorompe nella sua coscienza e finanche nella sua vita personale. I due attori non si incontrano mai in scena e ciascuno signoreggia il palcoscenico per quasi un'ora, dando prova - non c'era alcun dubbio su questo - di tecnica eccelsa.
Glauco Mauri dà vita ad un Cristo sopraffatto dalla tensione, anche quando sembra esorcizzarla
sabato, 15 novembre 2008, alle 23:47

Il Teatro Regio di Torino propone una petizione a salvaguardia della globalità delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Anche qui la firma è doverosa.
Un saluto particolare ai "resistenti" del Regio che nel frattempo si son trasferiti qui.
giovedì, 13 novembre 2008, alle 20:20
uno dei maggiori quotidiani italiani, con cronaca della mia città, informa del concerto di apertura dell'ORT in programma stasera, in cui il celebre direttore sir Neville Marriner, oltre a Mozart (la Haffner) ed Haydn (il Miracolo), proporrà 5 LEADER (sic) di Franz Schubert.
lunedì, 10 novembre 2008, alle 01:30

Miriam Makeba ci ha lasciati stasera dopo aver cantato anche per la nostra libertà, a Castelvolturno.
venerdì, 07 novembre 2008, alle 23:51
sto provando autentica sofferenza alla visione, ma soprattutto all'ascolto di Crimes of passion (titolo italiano China Blue), film di Ken Russell del 1984 con una Kathleen Turner nel fiore degli anni (e delle gambe).
Già il film è poco godibile, in più gli arazzi elettronici del mio beniamino Rick Wakeman, che si scatena con ogni tipo di tastiera sui temi del nuovo mondo, danno il colpo di grazia!
Meglio ascoltarsi l'originale di Dvorak, e l'arte di Rick apprezzarla piuttosto in Going for the one.
venerdì, 07 novembre 2008, alle 13:02
un anno e mezzo fa era per tutti l'acronimo che indicava un'importante questione sociale; oggi, se digitate dicoPUNTOit, approdate ad una catena di supermercati (peraltro sinistrorsi).
Le sigle, esattamente come il linguaggio, mutano in base ai tempi.