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mercoledì, 29 aprile 2009, alle 19:09
Questa mattina a Roma si è tenuto il funerale laico di Arrigo Quattrocchi. Con lui se ne va, nel fiore dell'età creativa, un vero intellettuale e una persona così affabile da offrirmi spontaneamente la sua amicizia di penna per il solo fatto di avere avuto la sua voce come cara e inseparabile compagna delle mie scritture notturne.
Claudio Rampini ne propone un ricordo sul suo sito: uno scritto giovanile in cui si coglie quell'entusiasmo propositivo che non lo ha abbandonato neppure negli ultimi tempi.
Naturalmente vi si sofferma anche il Manifesto, giornale di cui è stato storica firma.
Ma la testimonianza più bella è forse quella di un utente (enziotempo) di IAMC che ha postato la registrazione di un valzer op. postuma di Chopin eseguito da Arturo Benedetti Michelangeli, prova ripescata dagli archivi musicali della RAI proprio grazie al Nostro infaticabile amico; queto frammento sonoro rappresenta bene la sua dedizione assoluta e intelligente alla Musica.

Nel frattempo risuonano (in teatro e su RadioTre) le note del primo Crepuscolo; tra qualche ora la marcia funebre di Sigfrido che precede l'ecpirosi, un dittico quasi a simboleggiare la fiamma musicale che travalica le nostre contingenze e sublima i nostri animi. Ciao Arrigo.
giovedì, 09 aprile 2009, alle 19:28
premessa maggiore: di fronte a tragedie immani quasi tutto diviene inappropriato. Purtuttavia si deve andare avanti e, ricordandosi di donare (per esempio attraverso l'sms solidale al numero qui a lato, con ricavato che va alla protezione civile), parlare di musica e cultura come si è sempre fatto.

Da giorni volevo segnalarvi un prolungamento delle celebrazioni, ed un surplus di ascolti rispetto a quelli già evidenziati per l'ottantesima primavera di Haitink. Sempre tramite la dutch connection di Lebrecht, scopriamo che online ci sono registrazioni haitinkiane dei tardi anni '50 con Mozart, Bartók, Faurè, Brahms.... compare anche Aldo Ciccolini nel quarto di LvB.
Tutto è ascoltabile in streaming partendo da qui sul portale Avro.nl
Gli smanettoni come me non avranno difficoltà, in un paio di passaggi, a risalire dal flusso al file scaricabile (in wma).
Buon ascolto.

giovedì, 02 aprile 2009, alle 11:30
mi piace la campagna realizzata dai creativi del Maggio per sensibilizzare  gli animi sul pericolo del depauperamento (globale) del nostro patrimonio musicale. Quattro componenti dell'orchestra, mestamente, improvvisano il gesto di suonare i propri strumenti nel vuoto. Questa "pubblicità progresso" è visibile nella main page, in rotazione col lancio dei concerti più recenti. Vi potrei dare anche il link diretto al filmatino (sono un dio dell'swf decompiling! in realtà è piuttosto semplice risalirvi) ma mi astengo perché ho appena ordinato i biglietti per il MMF e dunque non ho la pecunia per far fronte alle vertenze legali di Giovit. smile
mercoledì, 01 aprile 2009, alle 00:33
una seconda sinfonia di Mahler non storica, a tratti svagata a tratti inappuntabile, di certo non convenzionale. A partire dalla rilevazione cronometrica del primo movimento: venti minuti spaccati (quindi più serrato, talora anche molto, delle versioni discografiche in mio possesso; con l'eccezione - a mente - di Kubelik) condotti sin dall'inizio da ZM con un piglio che di recente avevo osservato solo nel primo atto di Walchiria: un vitalismo che sgombra il campo da qualsiasi retrogusto "funebre" (Manzoni) e si pone come l'antitesi della trasfigurazione che verrà - potente sì, ma anche eterea. Nel restante della sinfonia ho avvertito come lo sguardo interpretativo s'insinuasse non più nell'agogica ma all'interno della frase melodica, sia nei movimenti intermedi che nel grande tema finale, quando esposto dall'orchestra (Ritardando...Maestoso - TRIVIA: quale filmone ha come colonna sonora questo momento della sinfonia? soluzione): uno scavo condotto su accenti e figure dei temi, alcuni dei quali molto famosi, che trovavano così nuove, non sempre affascinanti ma sempre degne di nota, suggestioni. Per tre quarti della sinfonia - diciamo prima dell'entrée dell'eccellente Coro (novello Re Mida?) - ho percepito un'orchestra non certo al suo meglio con più di una distrazione, e la rosellina rossa dell'icona Ma(hle)riana Lipovsek è stata un po' diesel (la stessa Barbara Frittoli buona ma non indimenticabile); poi, fors'anche sulla spinta emozionale della partitura, tutto si è aggiustato perfettamente: "risorto", all'appello di Klopstock (foto) ognuno ha dato il massimo in un finale rigoroso magniloquente e commovente. Ovazioni soprattutto per musicisti, coro e direttore, e un mese di tempo prima di Wagner Episode IV.
[Anche io ho fatto una "recensione" sotto le venti righe dell'editor :-) ]