Amfortas ieri ha inaugurato il tag "giornalisti incapaci". E già comincia piano piano a diffondersi una notizia che ci fa rimpiangere lo stato "puro" di incapacità.I fatti. Il prof. Raffaele Ascheri, studioso e docente di materie storiche, già autore di un libro non proprio in compliance con questi tempi bianchi, dà alle stampe, il primo di dicembre, un libro autoprodotto dal titolo La casta di Siena. Il libello si propone di investigare e motivare il sistema di gestione del potere nella città del Palio. Lo stesso autore definisce questo sistema, nell'intervista a Radio Radicale (grazie di esistere), «clerico-diessino». E non contesta la legittimazione dei soggetti, ma il modo «chiuso ed autoreferenziale» di governo.
1500 copie vendute a Siena in pochi giorni, libro subito introvabile e in cima alle classifiche di vendita. Già questo, almeno letterariamente, è un caso.
Silenzio totale - ripeto: totale - dei giornalisti locali, pur presenti agli incontri di presentazione.
E nessun editore, né prima né dopo questo exploit, si è sentito di appoggiare il prodotto.
Oggi un servizio di Repubblica rompe timidamente il ghiaccio. Troppo poco.
A prescindere dalla effettiva riuscita del libro, siamo di fronte ad un fatto gravissimo, emblematico, deprimente.
Alla faccia dei sessantenari della Costituzione, della libertà di informazione e di opinione.
I nostri auguri al prof. Ascheri e qualche link verso chi si è occupato della faccenda:
la già ricordata intervista su Radio Radicale
Associazione Grilli Parlanti, che ha curato un incontro di presentazione e da cui ho tratto la copertina
Il blog di Giovanni Grasso





