mettiamola giù dura, che il tempo è tiranno: avete circa 120 ore per giungere a Firenze - sia toccata e fuga o lungo soggiorno, non importa - e visitare la mostra gratuita del Perugino. L'esposizione termina domenica 8 e si tiene nel meraviglioso cenacolo di Fuligno, vicinissimo alla stazione SMN.
Essa comprende una cinquantina di opere di cui 6 (più un disegno) del Nostro. E una imponente aggregazione critica di altri Maestri a lui collegati quali Pinturicchio (capito juventini?), lo Spagna, il Bachiacca, Gerino da Pistoia, ed altri ancora. Il percorso illustra l'impatto del Perugino sul movimento artistico in cinque fasi: la sua bottega umbra; quella fiorentina (dal 1472, stabile dal 1486); le sue opere; l'influsso fiorentino; l'influsso nel resto d'Italia.
Il rapporto del Perugino con Firenze è stato semplicemente terribile, e due esempi lo dimostrano.
Il secondo episodio è ancora più grottesco. Il meraviglioso Cenacolo, a causa delle rigide regole di clausura, fu scoperto solo nel 1843 e testé attribuito, "data la sua enorme bellezza", a... Raffaello, che di Perugino fu allievo!! Per molti anni l'equivoco si protrasse, e solo in epoche più recenti fu ristabilita la giusta attribuzione, che data l'opera intorno al 1480, pochi anni prima della chiamata in Vaticano per le Stanze.
Il gigantesco affresco lascia davvero senza fiato e rivela, assieme all'altro capolavoro assoluto custodito in loco, la Crocifissione con Madonna e San Girolamo, lo stato dell'arte di un Maestro tendente a ricercare una bellezza immediata - di qui, dalla sconvolgente purezza dei volti e dal dettaglio delle mani, l'equivoco raffaellita. La ricerca spaziale e prospettica - architettonica, naturale ed anche posturale - è in entrambe le tele notevole, e porta verso un punto di fuga paesaggistico (nel cenacolo, il flash-forward della preghiera al Getsemani) che peraltro manca di dimensionalità, quasi fosse una diapositiva temporale oppure onirica.
Ho sofferto nell'uscire e nel privarmi del volto perfetto di Tommaso, oppure di quelli di Giacomo Giuda e Simone, che guardano verso di noi quasi a simboleggiare le diverse simbiotiche componenti della natura umana: innocenza, corruzione, maturità.
Voi cercate di non perdervela, se proprio non ce la fate per domenica, potrete comunque ammirare il Cenacolo su prenotazione, telefonando al numero 055-212245.





