Era nell'aria, è stato confermato: via la Salome col nuovo allestimento di Carsen, via Il Naso di Sostakovic e di conseguenza la prestigiosa bacchetta di Gergiev. A proposito, questa "rinotomia", unita al taglio del Giro di vite lo scorso anno, dimostra la validità del teorema Antoniozzi, enunciato tempo fa sul suo sito: ovviamente, se qualcosa deve saltare, saltano le opere meno frequentate (perciò per me più stimolanti), meno "di cassetta".
Spazio esclusivo, dunque, al tutt'altro che poco invitante Falstaff Ronconi/Mehta/Raimondi/Frittoli, che viene riportato al Comunale dalla originaria destinazione Pergola.
Senza scordare le tre date con Zubin Mehta sul podio, a cominciare dalle celebrazioni per il suo settantesimo genetliaco. Auguri!
Uno solo anche l'appuntamento col balletto, ma interessante: Callas, coreografato da Reinhild Hoffmann.
resistenza e percezione: mi chiedo (e vi chiedo) se le consistenti schiere di melomani fiorentini, di fronte ad un meno 66.6% di spettacoli operistici rispetto al previsto, avranno modo di percepire la situazione nella sua grave esattezza, oppure imputeranno qualcosa anche alla sua gestione. Mi chiedo ad esempio se un repechage in forma di concerto di uno dei due titoli cassati (e penso a Salome, anche perché la sua forma scenica è quasi un quid pluris: tre sbirri, una testa mozza, per parafrasarla puccinianamente) non avrebbe fatto più gioco quanto a comprensione. Considerato che i costi maggiori sono proprio quelli dell'allestimento.
Detto questo, che vuole essere tutto meno che una polemica o peggio una mancanza di sostegno da parte mia, torno a crogiolarmi nella personale Erwartung mahleriana...





